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Concluso l'esperimento di Aprile 2012 sul fascio di ultrasuoni ed onde elettromagnetiche dall’apice della Piramide del Sole


 

 

TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, civiltà Visoko, piramidi, onde elettromagnetiche, ultrasuoni, voce piramide, SBRG, SB Research Group

 Alla fine di aprile 2012 si è svolto sulla cima della Piramide del Sole l'importante esperimento diretto dal ricercatore Slobodan Mizdrak sulla ricerca dell'origine del fascio di ultrasuoni ed onde elettromagnetiche che si irradiano dal vertice della Piramide del Sole/collina di Visoćica.

 L’esperimento si è svolto nell’arco di 48 ore, ma ha richiesto vari giorni di preparazione del sito dove ha avuto luogo e numerosi mesi di messa a punto del progetto e dell’attrezzatura nel periodo precedente.

 

Fig.1 - Le autovetture stipate di pesanti attrezzature sono state portate fino alla base dell'apice della piramide. Questa operazione non è stata scevra di difficoltà vista la notevole presenza di fango.

 

Fig.2 - A sinistra il regista dell'esperimento, Slobodan Mizdrak, a destra Paolo Debertolis

 

 

Fig.3 - La maggior fatica è stata fatta per il pesantissimo gruppo elettrogeno necessario per alimentare tutte le attrezzature che è stato trasportato a mano fino alla vetta (Sotto:alla sinistra Matija Grabar, alla destra Vladimir Skenderovic)

 

 

Sotto il controllo diretto di quattro telecamere collegate in presa diretta via etere con la centrale operativa di controllo localizzata nel hotel Piramida Sunca di Visoko, è stato sistemato un potente trasmettitore sul plateau della cima della Piramide del Sole (collina di Visoćica) in grado di interferire con il fascio proveniente dalle viscere della piramide e che si espande sopra di essa.

 

 

 

Fig. 4 - Sono state installate numerose telecamere per osservare la strumentazione durante l'esperimento

 

Il trasmettitore era in realtà un doppio trasmettitore di ultrasuoni e onde radio poste alla stessa frequenza di quelle prodotte dalla piramide. Numerosi i sensori dispersi sulla cima e collegati alla centrale operativa, oltre a quelli presenti in contemporanea nei tunnel di Ravne.

 

Fig.5 - Il doppio trasmettitore di onde radio e ultrasuoni

 

Fig.6 - Il doppio emettitore: onde sonore (tromba Motorola) e onde elettromagnetiche (antenna dedicata). I due emettitori producono le stesse frequenze contemporaneamente

 

Fig.7 - Ultima messa a punto dei contatti e delle apparecchiature di registrazione delle frequenze

 

Fig.8 - Sopra: Il ricercatore Slobodan Mizdrak sta indicando uno dei sensori elettromagnetici posizionati sul plateau dell'apice della piramide; Sotto: particolare del sensore

 

 

Fig.9 - Le antenne wireless che inviavano i segnali dei sensori e dei trasmettitori alla centrale operativa al hotel Piramida Sunca nel centro di Visoko

 

 È stata prestata la massima attenzione per le antiche strutture poste sulla cima della collina che non sono state minimamente interessate dalle attrezzature o dall’esperimento.

 

 

Fig.10 - L'area della ex fortezza totalmente non coinvolta dall'esperimento. Il trasmettitore e le attrezzature sono poste al centro della spianata, mentre le telecamere sono distaccate dalle mura dell'antico manufatto

 

Fig.11 - I monitor della centrale operativa tenevano sotto controllo perfettamente la situazione in cima alla piramide del Sole, sia attraverso le telecamere che attraverso la strumentazione connessa ai sensori e al trasmettitore

 

Fig.12 - La sala controllo è rimasta presidiata giorno e notte per seguire l'evoluzione dell'esperimento

 

I trasmettitori hanno prodotto tutte le frequenze in un particolare ambito modificando ogni pochi minuti le frequenze emesse mentre gli operatori saggiavano la risposta sui sensori.

La ricerca ha avuto anche momenti drammatici per il vento, pioggia, “luci rosse” ed elicotteri in esplorazione, ma ha posto dei punti fermi nella localizzazione della fonte del segnale all’interno della Piramide del Sole, la sua potenza e le sue caratteristiche.

 

 

 

Fig. 13 - Anche nei tunnel di Ravne sono stati posti dei sensori connessi alla rete nella baracca posta al di fuori del tunnel

 

Le apparecchiature poste sulla piramide sono state custodite dall'occhio vigile del nuovo archeologo della Fondazione, Riccardo Brett, che ha dormito in una tenda posta al riparo della fortezza.

 

Fig.14 - L'archeologo Riccardo Brett

 

Sono stati raccolti 30 Terabyte di dati che verranno analizzati in tre laboratori diversi a Vienna, Zagabria e Belgrado per una perfetta conferma dei risultati. L’analisi completa dei dati richiederà dai 3 ai 6 mesi.

 

Fig.15 - Slobodan Mizdrak a sinistra e Riccardo Brett a destra

 

 Un ringraziamento sincero a tutti i ricercatori che hanno partecipato a questo straordinario avvenimento con attenzione e passione ed alla Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole ed a Semir Osmanagić per il sostegno. Grazie in particolare da tutto il gruppo SBRG al ricercatore Slobodan Mizdrak che ha ideato questo progetto di aprile 2012 e lo ha condotto con maestria.

Paolo Debertolis – 12 maggio 2012

 

 

 


 

 

Nuovo esperimento sulla Piramide del Sole per lo studio delle emissioni elettromagnetiche ed ultrasoniche

 

TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, civiltà Visoko, piramidi, onde elettromagnetiche, ultrasuoni, voce piramide, SBRG, SB Research Group 

A fine aprile 2012 un team internazionale di scienziati eseguirà un esperimento sull’emissione di onde elettromagnetiche (EM) e ultrasuoni (US) dal vertice della Piramide del Sole.

Sarà il ricercatore Slobodan Mizdrak che condurrà il team per questo esperimento e che per il quale ha sviluppato un protocollo che pubblichiamo qui di seguito.

 


Slobodan Mizdrak alla conferenza ICBP2011

 

Obiettivo principale dell'esperimento
Trovare l'origine  del punto di emissione elettromagnetica (EM) e degli ultrasuoni (US) con una triangolazione per catturare entrambi gli effetti con 8 sonde che registrino l'eco dei segnali da diverse localizzazioni geografiche.


La ragione dell'esperimento
Negli ultimi due anni, otto diversi gruppi di scienziati e appassionati provenienti da 5 paesi (Croazia, Bosnia, Serbia, Italia e Finlandia) hanno rilevato con varie apparecchiature  anomali campi di energia  sulle piramidi e nel complesso delle gallerie che si trovano in prossimità di esse. Le energie sono molto elevate sia nel campo delle onde elettromagnetiche  che degli ultrasuoni, con una frequenza specifica  che varia nell'ordine del + / - 20% e con una frequenza media in 28, 6 kHz. Non sono note fonti naturali o artificiali con questa gamma di campo. Soprattutto non sono noti dei siti nei quali le onde  elettromagnetiche e gli ultrasuoni siano presenti contemporaneamente nello stesso momento e alla stessa frequenza. In questo caso sulla sommità della piramide o nella profondità dei tunnel accanto ad essa.
Guidati da una mente scientifica (leggi: inquieta se senza risultati) abbiamo deciso di attuare un progetto per trovare la fonte di questa energia con un metodo di analisi 3D  e di raccolta dati sul campo.

 

La metodologia dell'esperimento
Sulla cima della Piramide bosniaca del Sole si disporranno i dispositivi elettronici che produrranno onde elettromagnetiche ed ultrasoniche con emissione di frequenze specifiche (da 24 a 40 kHz) contemporaneamente, con forma d'onda sinusoidale e con potenza non superiore a 40 Watt. L'irradiazione è sufficiente, ma con piccola potenza, quindi senza possibilità di nuocere alla flora, alla fauna locale o agli esseri umani che si trovano nelle vicinanze.

I nostri rilevatori o sonde sono impostati per ricevere tutte le possibili risposte sia in banda elettromagnetica che ultrasonica con contemporanea registrazione per ulteriori analisi. Questo significa registrare i segnali originali e tutte le possibili altre energie di risposta (per lo più i segnali di entrambi generi - EM e US – provenienti dalla Piramide del Sole). Così conoscendo l’esatta posizione delle nostre sonde e registrando la cronologia di tutti i dati, con una ricostruzione in 3D saremo in grado di individuare il luogo esatto dell’emissione del fascio di energia sulla mappa.

Matematicamente, la velocità della luce / onde elettromagnetiche e la velocità del suono / vibrazioni meccaniche nello stesso sistema sono costanti. Come trovare la distanza è solo una questione di precisi intervalli di tempo. Con 4 sonde per ciascun tipo di radiazione, EM e US, e con l’esatta misura del tempo di ricezione dei segnali stessi si può facilmente calcolare la distanza dalla sorgente. E non solo la distanza, ma anche la direzione. Questo significa che troveremo il luogo specifico in cui si trova la fonte di queste radiazioni.
Il sistema GPS funziona nello stesso modo matematico.


Limiti temporali dell’esperimento
Il nostro team sarà a Visoko il 23 aprile 2012  nel pomeriggio. Imposteremo e testeremo l'attrezzatura il giorno successivo. L'inizio dell'esperimento è fissato per le 09:00 del 25 Aprile 2012. La durata dell'esperimento è di 48 ore, in modo tale che la fine dell'esperimento sarà fissata alle ore 09:01 del 27 aprile 2012.

I dati raccolti durante il nostro esperimento saranno analizzati nei successivi 2-6 mesi (oltre 3 Tbyte) e pubblicati sul sito della Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole e del SB Research Group.


Trasparenza dell'esperimento
Tutto ciò che accadrà durante il nostro progetto sarà registrato tra cui l'audio, il video e tutti i dati acquisiti dai nostri sensori. Tre telecamere ad alta risoluzione saranno poste presso i nostri apparecchi per registrare e inviare l’audio e il video al motel Piramida Sunca, nostro campo base, dove potremo vedere e sentire tutto in tempo reale. Inoltre tutto sarà messo su Internet in tempo reale, così chi vuole può facilmente rintracciarlo da ogni parte del mondo.
Dopo l'esperimento tutti i dati raccolti saranno disponibili su Internet per tutti i tipi di calcolo individuale.

 

Lo schema grafico dell'esperimento (clicca per ingrandire)



Evitare i problemi
Il motivo principale per cui non vogliamo gente intorno ai luoghi di esperimento è perché spesso possiedono dispositivi elettronici nascosti come i telefoni cellulari, macchine fotografiche e telecamere che possono interferire con le nostre sonde molto sensibili. Tutte i dispositivi che possiedono la possibilità di produrre onde elettromagnetiche o ultrasuoni possono disturbare le nostre misurazioni e prolungare il calcolo dei dati. E possono anche alterare i nostri risultati.

Se qualcuno vuole lo stesso essere lì ad assistere all’esperimento, questo non è un problema, non è un esperimento pericoloso e quindi può anche esserci. Il nostro collega dr. Riccardo Brett sarà presente a controllare con il suo team durante tutte le 48 ore dell'esperimento. Ci sono solo tre regole da rispettare per le persone che vogliono intervenire: lasciate i vostri dispositivi elettronici, almeno a 200 metri dal luogo dell'esperimento, non toccare l'apparecchiatura e non emettere alcun suono (canto o parlare ad alta voce).


Infine
Noi non siamo qui per discussioni teoriche. Non possiamo rispondere su chi ha costruito le piramidi e quando. Non sappiamo neppure perché le hanno costruite. O come.
Il nostro team internazionale e multidisciplinare di esperti farà solo un esperimento pratico.
Dopo 48 ore di registrazione dei dati provenienti dalle sonde e il calcolo dei dati saremo già in grado di trovare la direzione e la distanza dalla fonte delle onde EM e US che sono state trovate nella Valle bosniaca delle Piramidi sulla Piramide del Sole e nelle gallerie di Ravne.

 

 

Il team (in ordine alfabetico)

Davor Jadrijevic, mr. sci.

Edo Popovic, scrittore e giornalista

Goran Marjanovic, ing.

Heikki Savolainen, ing.

Hrvoje Vesligaj,

Ivan Simatovic, dr.

Jadranko Djurasin, fotografo

Leonardo Blazenic, ing.

Ljubo Ristovski, prof. dr.

Milan Guncic, supervisione medica

Paolo Debertolis, prof. dott.

Ranko Tintor, ing. e fotografo

Riccardo Brett, dr.

Stanko Magic, ing.

Vladimir Matek, ing.

Vladimir Skenderovic, fotografo

Zlatan Alicevic, dr.

e il nostro ospite principale Semir Osmanagić, dr. sc.

 

 

Slobodan Mizdrak - Zagabria, Croazia, 15 Aprile 2012.

 

 


 

 

Nuove rilevazioni della "voce" della Piramide del Sole

TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, civiltà Visoko, piramidi, archeologia, voce piramide, SBRG, SB Research Group

Il 15 marzo 2012 un piccolo gruppo di componenti del SBRG si è nuovamente recato in Bosnia per raccogliere un’altra volta la “voce” della Piramide del Sole con nuova strumentazione più avanzata.

 

 

La presenza di neve sulla cima e lungo la strada scoraggia in questo periodo l’afflusso di turisti in visita alla fortezza medievale posta in cima e quindi ha permesso di effettuare con calma e per tre ore le rilevazioni mediante registratori di alto livello in totale tranquillità.

 

 

Non solo si è confermata la presenza di un ampio fascio di ultrasuoni che fuoriesce in maniera continuativa dalla cima, già rilevato nel 2011 dal nostro gruppo di ricerca con un compressore sonoro (qui il file del febbraio 2011), ma, grazie alla nuova strumentazione, si è anche potuto registrare questi ultrasuoni con maggiore accuratezza.
 

 

Attualmente le registrazioni sono in questo momento oggetto di analisi in uno studio professionale ad Helsinki in Finlandia.

 

 

Ma le loro caratteristiche appaiono, sin dalle prime analisi, molto simili ad un messaggio (ascolta qui la “voce” della piramide registrata a marzo 2012, resa udibile riducendo di tre ottave l’ultrasuono via software ed evidenziando la sua componente modulata con un particolare algoritmo del software - tecnico del suono ed autore Heikki Savolainen).

 

 

 

Ugualmente una trasposizione delle frequenze in un file musicale per piano sembra quasi simulare una struttura matematica della vibrazione ultrasonica (qui il file musicale).

La Bosnia – Erzegovina, terra di miracoli, continua a stupire.

Paolo Debertolis - 25 marzo 2012

 

Precedenti articoli sullo stesso argomento:

1) Abbiamo registrato la "voce" della Piramide del Sole - Debertolis P., Battistoni G.A., Hocza V.M.–  28 gennaio 2011

2) Ancora sulla “voce” della Piramide del Sole - Debertolis P., Hocza V.M. – 25 febbraio 2011

3) Risultati preliminari nella ricerca dell’emissione di onde sonore nelle strutture megalitiche presenti nella Valle di Visoko (Bosnia e Erzegovina) - Debertolis P., Acconci S. – 30 maggio 2011

 

Breve video della ricerca di archeo-acustica sulla Piramide del Sole e i tunnel di Ravne: qui

 

 


 

 

Continuano gli esperimenti sul suono ed il fenomeno della risonanza nei tunnel di Ravne

 TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, Civiltà di Visoko, piramidi, archeologia, manufatto, tunnel Ravne, SBRG, SB Research Group

Tra le numerose misurazioni effettuate in questa settimana  del gennaio 2012 sui fenomeni elettromagnetici e l’emissione di suoni e ultrasuoni nei tunnel di Ravne, l’esperimento più affascinante e suggestivo è stato senza dubbio quello sul fenomeno della “risonanza” presente ancora nelle sezioni dei tunnel in cui i lavori di scavo o la messa in sicurezza non ne ha modificato pesantemente la struttura originale.

L’esperimento effettuato aveva lo scopo di scoprire a che frequenza della voce vi era una risposta sonora della struttura.
Per questo motivo assieme al nostro gruppo di ricercatori hanno collaborato anche dei professionisti di canto armonico che hanno cercato di mettere in risonanza i tunnel.

Non c’è dubbio che sentire cantare anche in antico aramaico in una struttura di questo genere oltre ad interessarci dal punto di vista scientifico ci ha colpito per la suggestione del momento straordinario.
I tunnel, infatti, in questo periodo vuoti dalle visite dei turisti per i problemi di illuminazione già spiegati in precedenza, ci hanno restituito un’originalità inaspettata.

Protagonista in prima persona il nostro tecnico del suono Heikki Savolainen che ha condotto magistralmente le registrazioni.
Le voci dei cantanti sono stati registrate mediante l’uso di apparecchiature professionali con campionamento fino a 96.000 hz.

 

 

La cantante Denise Myriam Cannas mentre esegue diverse frequenze vocali

 

La metodica delle registrazioni si basava principalmente sulla registrazione in aria delle voci dei cantanti mediante l’uso di microfoni stereo Sennheiser e contemporaneamente la risposta di risonanza dei tunnel veniva saggiata con dei microfoni Hydrophones sensibilissimi, posti nell’acqua sul fondo dei tunnel e collegati ad un altro registratore (registratori Marantz e Zoom).

 

Nella pausa tra un canto e l'altro abbiamo subito verificato i risultati sul computer

 

Lo specchio sonoro fornito dalla ampia superficie d’acqua ha permesso di valutare la risposta sonora anche a molta distanza dal luogo di emissione delle frequenze.

I primi risultati preliminari si sono ottenuti sovrapponendo al computer le diverse tracce delle registrazioni ed è stato possibile scoprire che la frequenza di risonanza dei tunnel originali è molto bassa, intorno ai 74 hz. Ma altrettanto interessante era la diffusione del timbro della voce femminile della cantante Denise Myriam Cannas che ha messo a dura prova la sua voce per circa due ore.

 

 

L’esperimento è durato in totale circa 3 ore, ma l’attenta osservazione delle tracce sonore richiederà almeno un paio di mesi di analisi in studio.

Paolo Debertolis – 20 gennaio 2012

 

1) Registrazione originale di parte del canto antico effettuato nei tunnel dai microfoni in aria per verificare la risposta in frequenza eseguito dalla cantante Denise Myriam Cannas: qui.

2) Registrazione originale di parte di canto armonico effettuato nei tunnel di Ravne. Il canto armonico fa vibrare i tunnel di Ravne per diversi secondi dopo il termine dell’emissione sonora. Si tratta di circa 20 secondi di risposta che è possibile ascoltare solo con una cuffia ad alta fedeltà e NON con gli altoparlanti del computer. Se usate delle cuffie con ampia quantità di bassi può essere colta la vibrazione di risposta molto profondamente. È quella che proviene dai microfoni (Hydrophones) posti in acqua che sono in grado di cogliere la diffusione sonora anche a notevole distanza.

Trovate il tracciato qui.

Il tracciato è stato ottenuto sovrapponendo le tracce dei microfoni posti in aria, che raccolgono le vibrazioni della voce della cantante, con quelle raccolte in acqua e che registrano la risposta sonora dei tunnel.

Breve video sintesi della ricerca preliminare: qui.

 


Si riprendono le ricerche nei tunnel di Ravne

 

TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, Civiltà di Visoko, piramidi, archeologia, manufatto, tunnel Ravne, SBRG, SB Research Group

Dopo una lunga pausa forzata nelle ricerche il nostro gruppo di ricerca SBRG ha finalmente ripreso a lavorare nel sito di Visoko. In particolare in questo periodo è impossibile lavorare all’esterno per la cospicua quantità di neve caduta questi giorni.
E come nella scorsa stagione invernale, i tunnel di Ravne rimangono l’unica sede in cui è possibile continuare le ricerche protetti dalla neve e dal gelido clima continentale.

In realtà la situazione attuale in questo sito appare decisamente drammatica. L’apertura di una apertura ex-novo nella parete a fianco della zona dove fu localizzata nel luglio 2011 la struttura che si trova al di sotto del piano di calpestio dei tunnel ha causato in questa zona una modifica del movimento dei flussi di aria e quindi un ristagno di umidità mai visto in precedenza.

Lo scorso anno in questo stesso periodo i tunnel risultavano sempre asciutti e ventilati. Oggi, invece, una quantità incredibile di nebbia ristagna nella prima porzione dei tunnel per quasi un centinaio di metri. Il fenomeno è particolarmente evidente con il lampo del flash della macchina fotografica nelle immagini di seguito.

L’ambiente appare saturo d’acqua e, nonostante il tubo di drenaggio che scorre sotto la pavimentazione dei primi 100 metri dei tunnel, il fango sul piano di calpestio è ovunque intervallato da una costante teoria di pozzanghere che inzaccherano chiunque si avventuri nei tunnel.
Credo di non aver mai visto nulla di simile prima.

 

 

Fig. 1 - Una fitta nebbia sinistramente esce dall’ingresso principale dei tunnel ed accompagna il visitatore per circa un centinaio di metri all’interno del percorso dei tunnel. Poi i tunnel ritornano asciutti


Come se non bastasse questo, una notte di alcuni giorni fa sono giunti nuovamente i ladri nei tunnel ed hanno portato via tutti i cavi elettrici esistenti dell’apparato di illuminazione esistente assieme ai fari più potenti. I furti per recuperare del rame sono una piaga già vista da queste parti ed è già la terza volta che questo accade a Ravne. Ma questa volta il danno è stato veramente eccessivo per un’associata volontà vandalica di distruzione. I cavi sono stati recisi e i fari e le lampadine non trafugate sono state rotte.

Questa volta, la terza, il lavoro è stato metodico e deve aver richiesto parecchie ore per la sua attuazione, considerando circa un chilometro di cavi stesi all’interno di tutta la lunghezza dei tunnel nelle sue varie anse.

 

 

 

 

Fig. 2 - Le scatole di derivazione appaiono staccate e gli interruttori hanno i cavi tranciati. Dalle prese multiple i ladri non hanno neppure perso tempo a staccare le prese, ma hanno direttamente sezionato i fili con un tronchese. Le lampade rimaste e non trafugate giacciono in sede, ma in queste spesso la lampadina è stata rotta


Sicché ora non c’è parte del tunnel che sia illuminata, ma tristemente si è ripiombati nel buio. Ciò ha imposto la chiusura dei tunnel alla visita dei turisti.

Alla remissione di questo grave danno si rimedierà il mese venturo grazie alla donazione di un munifico sponsor bosniaco che si è detto deciso a rimediare a quanto successo. In questa occasione, finalmente la Fondazione bosniaca della Piramide del Sole installerà un sistema di allarme collegato con la locale stazione di polizia, impedendo finalmente il ripetersi di tali episodi.

Pertanto alla fine di febbraio si potranno riprendere le visite turistiche al sito che forniscono ossigeno con i biglietti di ingresso alle esauste finanze della Fondazione che cura gli scavi in questa sede.

Per quanto riguarda la zona dove è situata la struttura posta sotto il pavimento dei tunnel vi è la situazione ancora peggiore. Un vero e proprio fiumiciattolo scorre pigramente sopra di essa ed il fango la fa da padrone.

 

Fig. 3 - Un fiumiciattolo scorre pigramente al di sopra della zona dove è posta la struttura ritrovata a luglio 2011 con il georadar


I lavori per bonificare la zona con l’apposizione di un vallo in cemento prima e dopo la struttura ed un nuovo tubo di drenaggio sono totalmente falliti ed, anzi, hanno sicuramente peggiorato la situazione preesistente.

Qualsiasi lavoro serio per riportare alla luce l’interessante struttura appare ora impossibile e se si vuole agire in questo senso occorre uno studio più attento e calibrato.
Laddove si interviene diversamente dallo svuotamento di terra dai tunnel, si crea tutta una serie di conseguenze a cascata che creano varie problematiche imprevedibili.

I tunnel di Ravne appaiono perfetti nella loro essenzialità ed ad ogni intervento che disturbi il loro delicato equilibrio rispondono molto male. A riprova di ciò la parte terminale degli stessi che è anche la meno modificata appare asciutta, ventilata e non si assiste ad alcuna perdita di materiale. Non sono neppure necessari puntelli, grazie alla forma ad ogiva delle volte. Laddove i tunnel si allargano i costruttori hanno previsto dei muretti a secco che tuttora mantengono la loro azione di sostegno. Ma se si tenta di modificarli, alzando il soffitto o allargando le pareti cominciano a comparire i crolli, nonostante i moderni puntelli.
È incredibile che le porzioni più inalterate siano anche quelle che reggono meglio l’usura del tempo, dando ragione alle capacità architettoniche dei costruttori.

 

 

Fig. 4 - Nelle porzioni dove l’ambiente è più saturo d’acqua i puntelli stanno marcendo ed è una selva di muffe e di funghi sorge perfino sulle pietre


Nell’impossibilità di effettuare ulteriori scavi e dovendo proseguire le ricerche abbiamo deciso di continuare l’analisi delle forze elettromagnetiche presenti nei tunnel già esaminate in precedenza. Ugualmente abbiamo continuato le nostre ricerche sugli ultrasuoni presenti all’interno dei tunnel e sul fenomeno della “risonanza”.
Nel disastro appena descritto abbiamo però la possibilità di agire in un ambiente libero da turisti in visita e campi elettrici prodotti dalla presenza dei cavi di alimentazione per l’illuminazione. L’ambiente è perfettamente silenzioso e buio, ideale per le nostre misurazioni.

Inoltre l’illuminazione è solo quella delle lampade poste sui nostri caschi o da torce portatili a led. Ciò crea ambienti molto affascinanti e ci ha anche permesso di eseguire fotografie suggestive che rammentano le condizioni dei tunnel al tempo della loro costruzione.

 

Fig. 5 - Gli ambienti non illuminati dei tunnel appaiono ancora più misteriosi, ma estremamente affascinanti


Nei prossimi giorni illustreremo i metodi, la strumentazione ed i risultati di questa settimana di ricerca per la quale la Fondazione della Piramide del Sole  si è resa disponibile a fornirci l’apertura continuata dei tunnel in esclusiva. Nella seconda metà settimana giungeranno altri nostri collaboratori che ci assisteranno nei rilievi.

Paolo Debertolis – 18 gennaio 2012

 

 

 


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