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Analisi archeoacustica dell'antica città di Alatri in Italia

aPaolo Debertolis, bDaniele Gullà

aDipartimento di Scienze Mediche, Corso di Archeologia Odontoiatrica, Progetto SB Research Group, Università di Trieste

 bProgetto SB Research Group, Bologna

 

Riassunto – La ricerca del SBRG sui fenomeni archeoacustici e fisici negli antichi siti si è sviluppata nel corso degli anni. In particolare il nostro gruppo di ricerca utilizza un pratico standard (SBSA) che integra il campo dell'archeologia. Lo studio dell’archeacustica e dei fenomeni naturali nel corso degli ultimi cinque anni, ci ha permesso di offrire una spiegazione ad alcuni degli enigmi presenti negli antichi siti archeologici che non erano stato possibile spiegare in precedenza con altri metodi. A seguito della nostra esperienza, abbiamo utilizzato la stessa metodologia archeoacustica per studiare la città di Alatri in Italia. L'attuale Cattedrale di Alatri si trova nel punto più alto della città, sotto il quale giace un tempio ciclopico. In questo studio abbiamo cercato di capire perché un tale tempio è stato costruito in cima alla collina. Utilizzando il nostro protocollo SBRG abbiamo scoperto delle vibrazioni a bassa frequenza molto intense e significative da onde sismiche continuamente emesse dal sottosuolo. La nostra ipotesi suggerisce che l'esposizione a tali vibrazioni, in assenza di rumore, potrebbe avere un significativo effetto sulla psiche di coloro che si concentrano in preghiera e in meditazione in tale luogo, facilitando l'accesso ad un’estasi mistica. Anche se gli antichi non possedevano la stessa attrezzatura di cui disponiamo oggi, erano comunque a conoscenza della possibilità di raggiungere un tale stato mistico, forse semplicemente percependo che erano più vicini a Dio in un determinato luogo. Le onde sismiche sembrerebbero derivare dalle faglie geologica situate a lato della collina dove la città si è formata fin dai tempi antichi. La presenza di queste frequenze sismiche avrebbe pertanto aumentato l'effetto di eventuali rituali celebrati in quel luogo potenziando la psiche dei partecipanti a causa dell'influenza di queste basse vibrazioni sulla attività cerebrale umana. Ciò suggerisce che i costruttori di questo tempio avevano una sorta di conoscenza di questo effetto e ciò offre una possibile spiegazione del perché il tempio è stato costruito in quel particolare luogo e non sulle colline vicine.

Parole chiave: archeoacustica, Alatri, mura poligonali, basse frequenze sonore, infrasuoni, SBRG, SB Research Group.

Questo articolo scientifico è stato pubblicato sul numero di Settembre 2015 (Volume 2, Numero 3, pp. 1-29) del British Journal of Interdisciplinary Science, ISSN 2056-5402 (Online), UK, (la rivista scientifica ha cessato le pubblicazioni nel 2016).

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese qui.

 


 

Analisi antropologica delle emissioni dal corpo umano mediante l'utilizzo di nuove tecnologie fotografiche

Uno studio che conferma antiche percezioni nella Storia dell’Arte

 

Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche - Università di Trieste.

**Super Brain Research Group, Bologna.

 

Riassunto - In questi ultimi anni il nostro gruppo di ricerca ha progressivamente migliorato la propria esperienza nel campo dell'archeoacustica anche attraverso nuovi metodi di ricerca, in particolare nella valutazione dell'effetto di un antico ambiente sacro sull’emozionalità di chi vi è sottoposto. Uno tra questi nuovi metodi che abbiamo elaborato recentemente è l’analisi dell'attività cerebrale utilizzando la fotografia nel campo dell’ultravioletto (UV) mediante una speciale fotocamera  digitale da noi brevettata, progettata e costruita come prototipo sulla base della nostra esperienza nel campo forense. Sul principio delle nuove scoperte in fisica quantistica in neurofisiologia, questo dispositivo è stato utilizzato per valutare meglio il livello di emozionalità dei nostri volontari dopo un lungo soggiorno in uno spazio "sacro" in virtù dell'emissione di luce UV conseguenza di un elevata attività cerebrale. Abbiamo infatti scoperto la presenza di un particolare alone luminoso prodotto dall’attività cerebrale intorno alla testa simile all'aureola dei santi o attorno alle immagini sacre rappresentate nei dipinti antichi. Questa aureola era più ampia e più intensa in persone abituate alla meditazione e alla preghiera. Ancora una volta possiamo affermare che, grazie alle nuove tecnologie, scienza e religione possono non essere in contrasto, ma descrivere le stesse peculiarità da un diverso punto di vista.

Parole chiave: luce ultravioletta, aureola, antropologia

 

Atti del congresso scientifico “The 3rd International Virtual Conference on Advanced Scientific Results (SCIECONF-2015)", Slovakia, Žilina, May 25-29, 2015; Volume 3, Fascicolo 1: 162-168.

Pubblicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Repubblica Slovacca.

ISBN: 978-80-554-0891-0 ISSN: 1339-9071 CDROM ISSN: 1339-3561.

Potete trovare il testo originale in lingua inglese del lavoro scientifico qui. E' possibile trovare qui la traduzione in italiano dello stesso.

Copia originale del lavoro scientifico presente sul sito del congresso qui.

 

 


 

 

 

Analisi archeoacustica dell'ipogeo di Ħal Saflieni a Malta

Paolo Debertolis*, Fernando Coimbra**, Linda Eneix***

 

 *Dipartimento di Scienze Mediche - Università degli Studi di Trieste

**Quaternary and Prehistoric Group, Centre for Geosciences, University of Coimbra, Portugal

***Mediterranean Institute of Ancient Civilizations, The OTS Foundation,
United States and Malta

 

Riassunto - Di recente il nostro gruppo di ricerca ha studiato le proprietà acustiche della struttura sotterranea di Ħal Saflieni a Malta. Caratterizzato da una “architettura per sottrazione” è un complesso preistorico praticamente unico, che intenzionalmente è stato scolpito in modo da simulare le caratteristiche dei templi megalitici posti in superficie. Si sa che questo ipogeo fu usato nel periodo Neolitico come luogo di sepoltura, ma anche come santuario per usi rituali. Infatti, nello spazio conosciuto come "Camera dell'Oracolo", posto al secondo livello dell'ipogeo, abbiamo potuto rilevare la presenza di un forte effetto di risonanza, con un doppia frequenza sollecitabile posta a 70Hz e 114Hz. Difatti con una voce maschile accordata a queste frequenze è possibile sollecitare il fenomeno di risonanza che si espande attraverso tutto l'ipogeo. Si è rilevato inoltre che l'uso di strumenti a percussione può ugualmente sollecitare la risonanza dell'ambiente mediante le armoniche vibratorie dello strumento stesso. I test di laboratorio indicano che queste frequenze hanno un forte effetto sull'attività cerebrale umana. Da questi rilievi si può dedurre che le camere dell'ipogeo possono essere servite come centro sociale e spirituale per vari riti e l'effetto di risonanza presente in queste cavità possa aver rafforzato tali rituali mistici aumentando il grado di consapevolezza degli astanti.

Keywords: archeoacustica, Ħal Saflieni, Hal Saflieni, ipogeo, risonanza, attività cerebrale, architettura megalitica

 

Questo articolo scientifico è stato pubblicato in lingua inglese sul fascicolo di Giugno 2015 (Volume 3, Numero 1, pagine 59-79) del Journal of Anthropology and Archaeology (USA), ISSN 2334-2420 (Print Version) 2334-2439 (Online Version), DOI: 10.15640/jaa.v3n1a4.

Potete trovare il testo originale in lingua inglese del lavoro scientifico qui.




Analisi archeoacustica dell'antico sito di Kanda (Macedonia)

Paolo Debertolis*, Aristotel Tentov**, Domagoj Nikolić***, Goran Marjanović****, Heikki Savolainen*****, Nina Earl****

 

 *Dipartimento di Scienze Mediche - Università degli Studi di Trieste, Italia

**Department of IT, University "St. Kiril i Metodij" Skopje, Macedonia

***Rochester Institute of Technology, Dubrovnik, Croatia

****SB Research Group, Europa

*****HSS Production, Audiovisual Impressions, Helsinki, Finland

 

Riassunto Questa ricerca è stata portata avanti da un gruppo internazionale di studiosi utilizzando il metodo scientifico interdisciplinare (astronomico, filosofico, dello studio dei miti, matematico e fisico) ed ha avuto come oggetto un geoglifo presente nella località di Kanda in Macedonia. La ricerca è stata condotta in due momenti diversi nel 2014 e mirava a stabilire le potenziali anomalie di tipo infrasonico (IS), ultrasonico (US) e dello spettro elettromagnetico (EM) con particolare attenzione a quelle anomalie comuni in altri siti sacri, ma non ancora ben spiegate dalla fisica comune.

Abbiamo concluso che il geoglifo sembrerebbe essere stato inciso su una collina artificiale. Questa collina o tumulo sembra essere artificiale anche dalla visione aerea mediante foto all'infrarosso. Il geoglifo è visibile solo dal cielo ed è contornato da un fossato di forma ovale. Alcune misurazioni suggeriscono che vi sia una camera localizzata sotto la sua superficie. La ricerca attraverso diverse metodiche (ricerca di ultrasuoni/infrasuoni, AMT, analisi delle onde sonore utilizzando un algoritmo binario, sonificazione dei dati elettromagnetici e radioestesia) ha anche stabilito che vi è una fonte d’acqua sotterranea localizzata al centro sul maggiore asse dell’ovale o poco distante. Inoltre, poiché la composizione del suolo non corrisponde a quella del terreno circostante, si può di certo ipotizzare che tale tumulo sia stato costruito con notevole cura per un motivo ben preciso. Quale sia la reale motivazione dei suoi costruttori verrà pertanto investigata dal nostro gruppo in futuro.

Parole chiave: archeoacustica, geoglifo, Kanda, Sveti Nikole, Macedonia, attività cerebrale

 

Atti del Congresso Scientifico “The 3rd Virtual International Conference on Advanced Research in Scientific Areas” (ARSA-2014) Repubblica Slovacca, 1 - 5 dicembre, 2014: 237-251.

(http://www.arsa-conf.com).

Pubblicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Slovak Republic.

ISBN: 978-80-554-0958-0, ISSN: 1338-9831

Potete trovare la pubblicazione scientifica originale in inglese qui

 

 


 

 

Utilizzo delle tecniche fotografiche forensi in antropologia

Paolo Debertolis*, Nina Earl**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche - Università di Trieste

**Super Brain Research Group, Londra, Regno Unito

 

Riassunto – Riuscire a disporre di una macchina fotografica forense dedicata in grado di fornire immagini all’infrarosso o agli ultravioletti può essere un complicato problema per un ricercatore con fondi limitati. Questo articolo illustra come modificare una macchina fotografica digitale reflex standard per farla funzionare come una fotocamera digitale utilizzata nel mondo della medicina legale e come utilizzarla con diversi tipi di filtri e luci. Questa fotocamera modificata può pertanto essere usata anche per effettuare un'analisi dettagliata delle ossa rinvenute in uno scavo archeologico utilizzando le tecniche di fotografia a raggi infrarossi e ultravioletti. Questa originale metodica può quindi essere estesa anche ad altri campi di studio antropologico con poco costo aggiuntivo. 

Parole chiave: antropologia, macchina fotografica forense, infrarossi, ultravioletti.

 

Atti del Congresso Scientifico “2nd HASSACC 2014 - Virtual Conference
Human And Social Sciences at the Common Conference", Zilina, Repubblica Slovacca, 17-21 novembre, 2014: 206-212.

(http://www.hassacc.com).

Pubblicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Slovak Republic.

ISBN: 978-80-554-0949-8, ISSN: 1339-522X

Potete trovare il testo originale della pubblicazione in inglese qui

Potete trovare il testo originale della pubblicazione direttamente dal sito della conferenza qui.

 

 


 

 

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