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La ricerca di uno standard nell'archeoacustica

Paolo Debertolis*, Slobodan Mizdrak**, Heikki Savolainen***

 

 *Dipartimento di Scienze Mediche - Università di Trieste

**Demiurg d.o.o., Zagabria, Croazia

***HSS Production, Audiovisual Impressions, Helsinki, Finlandia

 

Riassunto — La ricerca mediante l'archeoacustica e lo studio dei fenomeni fisici negli antichi siti è ancora allo stadio iniziale di sviluppo. Attualmente non c'è uno standard pratico che dica come fare uso di questa disciplina complementare all'archeologia. Però durante questi ultimi tre anni il nostro gruppo di ricerca ha praticato l'archeoacustica e lo studio dei fenomeni naturali in vari siti archeologici riuscendo a risolvere alcuni enigmi che non era possibile risolvere con altre metodiche tradizionali. Così, dopo aver acquisito questa cospicua esperienza nel periodo precedente, abbiamo anche deciso di trascorrere molto tempo nei nostri laboratori per sviluppare un protocollo di archeoacustica che possa essere applicato nell'analisi di ogni sito archeologico. Perché è davvero importante definire uno standard dell'archeoacustica a livello internazionale, così da rendere possibile anche agli altri ricercatori di confrontare i propri risultati e le proprie ricerche attraverso metodologie simili, comparabili e ripetibili secondo il metodo scientifico classico.

 

Atti del Congresso “The 2nd Virtual International Conference on Advanced Research in Scientific Areas” (ARSA-2013), Bratislava, Repubblica Slovacca,  2 - 6 dicembre, 2013: 305-310.

(http://www.arsa-conf.com).

Edito da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Slovak Republic.

ISSN 1338-9831.

 

E' possibile trovare il testo originale del lavoro scientifico del SBRG in inglese qui.

La traduzione in italiano del testo originale la trovate qui.

 


 

Estratto dalle pagine originali degli atti del congresso ARSA 2013

 

 


 

Analisi archeoacustica e consuetudini cerimoniali in un antico ipogeo

 

Paolo Debertolis*, Niccolò Bisconti**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Trieste

 **Dipartimento di Archeologia e Storia dell’Arte – Università di Siena

 

Riassunto - In questo lavoro scientifico sono stati confrontate le proprietà archeoacustiche  e i possibili antichi rituali in due ben conosciuti ipogei. Il primo presente a Malta, più noto e studiato, ed il secondo in Italia, che è stato studiato dal nostro gruppo di ricerca (SBRG) da questo punto di vista e che presenta parecchie somiglianze costruttive con l'ipogeo maltese. I risultati dimostrano che l’archeoacustica è un interessante nuovo metodo di studio complementare all’archeologia per rianalizzare gli siti antichi e che utilizza diversi parametri di studio per riscoprire la tecnologia dimenticata che opera sulla sfera emotiva umana. L'effetto sulla psiche degli antichi popoli che utilizzavano questi strutture, per le proprietà acustiche riscontrate, suggerisce che i costruttori di questi siti erano a conoscenza di questo processo fisiologico e che probabilmente ne facevano ampio uso per migliorare i loro rituali sacri.

 

I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati in lingua inglese sul numero di ottobre 2013 (Volume 3, Numero 10, pag. 803-814) della rivista scientifica stunitense, Sociology Study, ISSN 2159-5526, USA, dell'editore David Publishing.

 

 


 

L'archeoacustica negli antichi siti

Paolo Debertolis*, Niccolò Bisconti**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Trieste

 **Dipartimento di Archeologia e Storia dell’Arte – Università di Siena

 

 Riassunto - Utilizzando l'archeoacustica noi possiamo analizzare i siti antichi da un altro punto di vista per scoprire il reale obiettivo dei loro costruttori e per indicare i fenomeni naturali connessi a quel determinato sito e alla possibile estasi mistica che appare nei suoi vistatori. In questo lavoro presentiamo anche i risultati dei nostri studi su due antichi siti europei che abbiamo studiato per più di due anni.

 

Atti del Congresso “The 1st International Virtual Conference on Advanced Scientific Results (SCIECONF-2013)",Slovakia, Zilina, June 10 - 14, 2013: 306-310.

(http://www.scieconf.com)

Pubblicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Repubblica Slovacca.

ISBN: 978-80-554-0726-5 e ISSN: 1339-3561.

Il testo integrale del paper è in lingua inglese e lo trovate qui.

La traduzione in italiano del testo la trovate qui.

 

 

Testo originale dagli atti del congresso SCIECONF 2013, Sezione 9 : pp. 306-310

Link all'articolo scaricabile direttamente dagli atti del congresso: qui

 

 


 

Archeologia odontoiatrica e suo rapporto con la patologia orale

 

Paolo Debertolis *, Niccolò Bisconti **
 
*Dipartimento di Scienze Mediche – Università degli Studi di Trieste
**Dipartimento di Archeologia e Storia dell’Arte – Università di Siena

 

 Riassunto - Dopo l’istituzione in Italia del Corso di Laurea in Odontoiatria, la figura dell’Odontoiatra, come in altri Paesi del mondo, ha assunto una maggiore caratterizzazione ed ha visto espandersi le sue competenze attraverso l’interdisciplinarietà in altre branche della medicina, un tempo patrimonio esclusivo della medicina legale, che disponeva ben poco di conoscenze odontoiatriche. L’uso delle tecniche forensi antropologiche ed ontologiche nell’archeologia viene denominata ai giorni nostri Archeologia Odontoiatrica.

 Necessariamente l’archeologia odontoiatrica non è una scienza a sé, ma è parte di un approccio multidisciplinare per la risoluzione di un problema storico. L’apporto dell’odontologo è fondamentale per chiarire le patologie, ma anche i costumi e le abitudini alimentari degli individui ritrovati nei siti archeologici. Le fonti antiche possono rappresentare un punto di partenza all’interno della ricerca, fondamentale per la comprensione di dinamiche altrimenti sconosciute.  Così lo scavo stratigrafico è l’elemento fondamentale all’interno della ricerca archeologica che permette la “lettura” del terreno del ritrovamento. Attraverso la comprensione della stratigrafia è possibile comprendere il susseguirsi degli eventi come il ritrovamento di materiali archeologici o la connessione con strutture conosciute.
 Il corpo umano a distanza di anni può subire una notevole trasformazione a secondo dell’ambiente in cui è conservato. Scopo dell’odontologo è fornire il maggior numero di informazioni possibile all’archeologo per una valutazione attenta del ritrovamento. Il nostro gruppo di lavoro grazie alla disponibilità del Dipartimento di Scienze Mediche di dell’Università di Trieste, e la collaborazione di archeologi e medici fisici, ha iniziato uno attento studio per la risoluzione di casi di patologia odontoiatrica presente nei resti ritrovati in vari siti archeologici italiani e dell’Est Europa, cominciando a descrivere con maggior competenza un nuovo interessante capitolo nella storia della medicina. In questo lavoro vengono presentati alcuni esempi di casi archeologici risolti grazie al nostro grado di conoscenza di patologia orale.
 Per esempio durante le nostre ricerche effettuate in Bosnia-Erzegovina (BiH) tra il 2010 e il 2011 in collaborazione con il Museo di Visoko (Cantone di Zenica-Doboj). Abbiamo scoperto che durante il periodo del dominio ottomano, gli autoctoni mantennero comunque le loro antiche usanze di seppellire il loro popolo accanto agli stećak, antiche pietre monumentali tipiche di questa regione. Questo fatto è molto importante perché queste pietre sono orientate a nord e non verso La Mecca come sarebbe normale per un cimitero musulmano e così le salme. Utilizzando un approccio medico-antropologico in supporto all’archeologia, questa scoperta potrebbe cambiare la nostra conoscenza storica per quanto riguarda le costumi religiosi di questa popolazione.

 

Poster connesso in formato .jpg 

Congresso “XX° Congresso Nazionale - Collegio dei Docenti di Odontoiatria”  Roma, 18-20 Aprile 2013 

(http://www.congressicollegiodocentiodontoiatria.it/)

Pubblicato da: Collegio dei Docenti di Odontoiatria (Sito istituzionale)

Segreteria organizzativa:fasi s.r.l.,via R. Venuti 73 - 00162 Roma

 

 


 

Il fenomeno della risonanza nel Labirinto di Ravne (Bosnia-Erzegovina)

 

Paolo Debertolis*, Heikki A. Savolainen**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Trieste

**HSS Production, Audiovisual Impressions, Helsinki, Finland

 

Riassunto — Il fenomeno della risonanza nei tunnel di Ravne in Bosnia – Erzegovina è unfenomeno inusuale e non ben conosciuto. Un discreto numero di ricercatori considera questa struttura solo un'antica miniera. Ma nella nostra ricerca dimostriamo l'esistenza di un forte fenomeno di risonanza a 71,57Hz quando si esegue un canto all'interno dei tunnel. La nostra tesi è che questa struttura sia stata usata piuttosto per rituali e preghiere, perché l'effetto di risonanza a queste frequenze può avere un effetto diretto sull'organismo umano nello stesso modo di quanto già sperimentato negli antichi templi neolitici del Sud dell'Inghilterra.

 

Congresso “Virtual International Conference on Advanced Research in Scientific Areas” (ARSA-2012) Slovakia,  December 3 - 7, 2012: 1133-1136. (http://www.arsa-conf.com)

Pubblicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Repubblica Slovacca.

ISBN 978-80-554-0606-0 e ISSN 1338-9831.

Il testo integrale del paper è in inglese e lo trovate qui.

L'articolo preliminare in italiano sullo stesso argomento assieme ad alcuni tracciati audio originali (compressi in mp3) lo trovate qui.

 

 

 

Atti originali del congresso ARSA 2013, sezione 7: pag. 1133-6 (piccolo errore di stampa nel titolo: Hezegovina, invece di Herzegovina) 

Link all'articolo scaricabile direttamente dagli atti del congresso qui (piccolo errore di stampa nel titolo: Hezegovina, invece di Herzegovina)

 


 

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