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Un'importante scoperta all'interno dei tunnel di Ravne fa discutere

 

TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, Civiltà Visoko, piramidi, archeologia, tunnel Ravne, SBRG, SB Research Group

Mentre la primavera avanza e la neve che blocca gli scavi all’esterno si sta ritirando, fervono i lavori all’interno dei tunnel di Ravne, dove le intemperie non possono fermare la piccola squadra di operai della Fondazione della Piramide del Sole Bosniaca che continua a svuotare le gallerie dalla terra senza sosta.
Il loro lavoro viene però ogni tanto premiato da scoperte che superano le aspettative.
È di questi giorni la scoperta di un muretto a secco antichissimo che rimette in discussione l’epoca di costruzione dei tunnel e la sua origine “naturale”, come sostenuto dai detrattori del progetto piramidi.

Di muri a secco ne sono stati trovati parecchi all’interno dei tunnel, a volte con funzione di chiusura dell’entrata di una diramazione di un tunnel, a volte con funzione di sostegno. Cosa ha di particolare questo muretto questa volta?

La particolarità è che questo muretto di chiara origine umana si infila al di sotto del conglomerato della parete e, ribadisco, “al di sotto” della parete del tunnel, prolungandosi dentro di essa.

 



Fig. 1 - Ecco l’antico muretto a secco che procede orizzontalmente infilandosi al di sotto della parete in conglomerato


In particolare questo antichissimo muretto a secco attraversa a metà il tunnel, separando in due porzioni il fondo argilloso del pavimento, e si infila nel conglomerato nel mezzo di una diramazione, come è ben visibile dalle foto.
Ciò dimostra che il conglomerato è stato colato al di sopra di esso e che questa gittata è successiva alla costruzione del muretto.

In ogni caso, anche si trattasse di conglomerato di origine naturale, questo risalirebbe comunque ad una fase successiva alla costruzione del muretto. Se quella porzione di conglomerato è, invece, di origine artificiale, ugualmente sarebbe stato posto successivamente alla costruzione del muretto a secco.

 



Fig. 2 - Un’altra immagine a più largo campo del muretto



Da qualunque parti si affronti la questione rimane che il conglomerato delle pareti è successivo alla costruzione del muretto che risalirebbe ad un’epoca decisamente precedente.

Ciò complica ancora di più la datazione della struttura e la retrodata ulteriormente.

Se a suo tempo grazie al test del Carbonio 14 di un frammento di legno ritrovato nel conglomerato è stata accertata una possibile datazione intorno ai 32.000 anni fa della struttura cementizia, un tale muretto non può necessariamente che risalire ad un’epoca ancora più antica.

 




Fig. 3 - Ancora un’immagine a più largo campo con riferimento dimensionale



Ma ciò concorderebbe con la datazione data alla lunghezza delle piccole stalattiti che a volte sporgono dalla volta dei tunnel di Ravne o dalle cuciture di carbonato di calcio che ricementano la fessure determinatasi dalla frattura di un blocco di conglomerato della Piramide del Sole a livello dello scavo di sondaggio numero 5 (sonda pet), come fatto notare dalla dott.ssa Croce, la geo-archeologa che ha il compito all'interno del SB Research Group di analizzare i campioni riportati dalla Bosnia.


 Fig. 4 - Sopra: le piccole stalattiti in carbonato di calcio che ogni tanto si protendono dalla volta di alcuni tunnel che non erano stati completamente sigillati fino al soffitto con la terra. Sotto: la cucitura in carbonato di calcio che ricementa la frattura in un blocco di conglomerato della Piramide del Sole (foto SBRG)


In entrambi questi ultimi casi, perché possano determinarsi dei processi geologici di questo tipo, è necessario un tempo che si aggira sulle decine di migliaia di anni.
Un tempo geologico relativamente breve per la Terra, ma anche un periodo estremamente esteso nel tempo per una Civiltà che in teoria non dovrebbe esistere per le nostre attuali conoscenze.

Questo ritrovamento rimette fortemente in discussione la datazione dei tunnel e la metodologia di costruzione.

 



Fig. 5 - Altre due immagini del muretto che va ad infilarsi al di sotto del separatore di una biforcazione del tunnel.



La scoperta del muretto, che è localizzato a circa 300 metri dall’entrata in una nuova sezione dei tunnel liberata progressivamente dal piccolo gruppo di operai dalla terra che la riempie, è stata effettuata dal team della Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole a metà marzo 2011.

Nelle prossime settimane l’archeologa responsabile della Fondazione, dott.ssa Acconci, si occuperà personalmente di riportare alla luce questo manufatto, utilizzando le tecniche archeologiche di scavo più delicate per documentare e conservare quanto più possibile questo importante ritrovamento.

Paolo Debertolis – 20 marzo 2011


Si ringrazia la Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole per il permesso dell’utilizzo della loro documentazione per la compilazione di questo articolo

 

 


 

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