Company Logo

SBRG logo

SBRG office

Sponsor

Congressi

Avviso ai lettori

L'antica conoscenza del suono. Analisi archeoacustica della Piramide di Bomarzo e delle aree circostanti nel Lazio

Natalia Tarabella**, Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Randa Romero**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e SBRG

   **Super Brain Research Group

 

 

RiassuntoIl termine "archeoacustica" non significa semplicemente lo studio del suono in contesti archeologici, ma anche lo studio di tutti i fenomeni fisici in questi siti. Utilizzando un approccio archeoacustico è possibile misurare le frequenze dei suoni naturali e dei campi magnetici dei siti archeologici e interpretare la loro possibile funzione sacra. In precedenti ricerche il nostro gruppo di ricerca (SBRG - Super Brain Research Group), un team interdisciplinare di ricercatori di vari paesi europei, ha dimostrato in alcuni antichi templi l'esistenza di una relazione tra vibrazioni meccaniche, o campi magnetici, indotti da fenomeni naturali e l’attività cerebrale. Per la Piramide di Bomarzo, un antico sito archeologico nel Lazio (Viterbo), abbiamo applicato lo stesso standard di ricerca che abbiamo già utilizzato per diversi anni. È indubbio che l'area della Piramide di Bomarzo possiede caratteristiche tipiche di siti sacri simili che abbiamo esaminato in precedenza in altri luoghi. La presenza di 14Hz quasi ovunque a diverso volume nell'area della Piramide di Bomarzo è una caratteristica che abbiamo spesso incontrato in altri siti sacri come a Sogmatar e in Göbekli Tepe nell'Anatolia Meridionale dove era anche possibile localizzare un campo magnetico simile a quello della piramide di Bomarzo.

 

Parole chiave – suono, archeoacustica, Bomarzo, piramide.

Atti del congresso del 20th International Conference and Assembly of the Experts of the Foundation Romualdo Del Bianco “HERITAGE FOR PLANET EARTH 2018 - One Planet, One Origin, Many Cultures, One Shared Destiny, Or None!", Firenze, 3-4 marzo 2018: in stampa.

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese qui.

 

Potete trovare il sito web della conferenza qui.

 


 

 

 


 

 

Approccio archeoacustico alla Rotunda di Bény in Slovacchia

Irén Lovász*, Paolo Debertolis**

 

*Istituto di Studi Artistici e Umanistici, Università KRE, Budapest, Ungheria

 

**Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e

Super Brain Research Group, Italia

 

 

Riassunto - Il nostro scopo è di attirare l'attenzione su un luogo sacro medievale dell'Europa centrale nel bacino dei Carpazi, dove si possono sperimentare insoliti fenomeni sonori. Concentriamo la nostra ricerca sulla "Rotunda dei 12 Apostoli" di Bény. L'insediamento apparteneva al Regno d'Ungheria per secoli durante il Medioevo ed anche ininterrottamente fino alla prima parte del XX° secolo. Ora è situato nella parte meridionale della Slovacchia. Studi recenti suggeriscono che la rotonda fu già costruita nel X-XI ° secolo, il che solleva più domande su chi lo ha costruito e per quale scopo. La caratteristica unica della Rotonda sono le 12 misteriose nicchie a volta poste all'interno della cappella. Ognuna di queste nicchie presenta una diversa risonanza, che conferiscono una sonorità unica alla voce umana e che secondo la nostra ipotesi che erano molto probabilmente accordate in questo modo di proposito. Nel 2016 e nel 2017 sono stati intrapresi studi sul campo per testare le proprietà archeoacustiche e di risonanza della “Rotunda”. Attrezzature, metodi, risultati oltre che le nostre conclusioni sono descritti in questo articolo scientifico.

 

Parole chiave - acustica, risonanza, Rotunda, nicchie, medievale, Europa Centrale.

 

 

Questo lavoro scientifico è stato presentato alla Conferenza Internazionale "Archaeoacoustics III”, Tomar (Portogallo), 5-8 ottobre 2017, ed è in corso di pubblicazione sugli atti del congresso.

L'articolo originale in lingua inglese lo trovate qui.

 

Il sito della conferenza "Archaeoacoustics III" lo trovate qui.

 

 

 


 

Focolare ed altare sacro a Curiceta sulle Alpi Apuane in Italia

Natalia Tarabella**, Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Lorenzo Marcuccetti**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e Super Brain Research Group

   **Super Brain Research Group, Italia

 

Riassunto - Le Alpi Apuane, l'Alta Versilia e la Garfagnana fanno parte del Parco delle Alpi Apuane e sono ricche di petroglifi e reperti archeologici che sono in parte poco conosciuti e non precisamente databili. Queste aree sono state abitate sin dal periodo del Neolitico, ma il significato e la ragione delle incisioni presenti sulla pietra di questo luogo non sono chiari. Le Alpi Apuane furono scelte come dimora da gruppi di individui che lasciarono molti segni ancestrali, e solo successivamente dal cristianesimo, e che produssero molti altari sacri, troni e manufatti scolpiti nella pietra. Questa zona è pertanto come un atlante in pietra che rivela il nostro passato e le nostre radici. Il sito di Curiceta si trova all'interno di una fitta foresta di castagni, in un'area in cui le terrazze in pietra secca sono perfettamente conservate. Il primo edificio visibile lungo il sentiero, è il cosiddetto "focolare", una grande pietra piatta che sporge da terra ed è circondata da una serie di pietre allineate dove, molto probabilmente, era acceso un fuoco. Dietro la grande pietra, c'è una cavità dalla quale poteva emergere il fumo. La parte inferiore della pietra piatta presenta una sorta di "maniglia" scolpita nella roccia la sua funzione è ancora sconosciuta. Lungo un breve tratto del sentiero in salita protetto da un alto muro in pietra a secco, si trova il sacro altare in pietra. Questa struttura enigmatica ha rivelato molte sorprese durante i test eseguiti con la strumentazione elettronica. Questo altare è scolpito in un unico blocco di pietra e consiste in uno schienale e una superficie di appoggio orizzontale. Dal lato sinistro, ci sono dei piani inclinati che scendono e al di sotto di questi si trova un solco verticale. L'altare presenta la stessa maniglia scolpita trovata sul "focolare". Gli altari rupestri sono molto comuni in tutto il mondo, ad esempio in tutta l'Italia meridionale e nel Medio Oriente, ma nell'Alta Versilia questo è l'unico esempio. L'analisi archeoacustica dell'altare ha ritrovato una frequenza dominante e potente a 25 - 28Hz con un volume sonoro compreso tra i -47db e -50db. È stato anche trovato un secondo picco di infrasuoni a 15-16 Hz. Questa frequenza acustica non udibile si trova comunemente nei siti sacri, come nei templi neolitici di Malta (Tarxien e Xaghra Stone Circle). Queste stesse vibrazioni sono presenti anche in vicinanza dell'altare, ma ad un volume molto più basso. Praticamente il volume più elevato si trova proprio a livello dell'altare ed è decrescente man mano che ci si allontana da esso. In entrambi i casi, la natura più probabile di questa frequenza è il movimento di acque sotterranee. Lo stato emotivo di otto volontari in tale sede è stato analizzato utilizzando la tecnologia della telecamera a risonanza variabile (TRV). Sette su otto volontari si sono sentiti emotivamente a disagio o con un senso di sconforto. Sulla base di questi risultati, è stata formulata un'ipotesi sulla funzione del sito di Curiceta, mentre le due strutture in pietra sembrerebbero collegate. Sull'altare venivano probabilmente eseguiti dei sacrifici con il sangue che poteva scorrere fino alla base lungo tutto il lato sinistro fino al solco. Il focolare potrebbe essere stato usato per bruciare le carcasse o forse solo alcuni organi dei sacrifici.


Parole chiave: archeoacustica, Alpi Apuane, dolmen, altare, suoni a bassa frequenza, infrasuoni.

 

Questo lavoro scientifico è stato presentato alla Conferenza Internazionale "Archaeoacoustics III”, Tomar (Portogallo), 5-8 ottobre 2017, ed è in corso di pubblicazione sugli atti del congresso.

L'articolo originale in lingua inglese lo trovate qui.

 

La traduzione integrale dell'articolo in italiano la trovate qui.

Il sito della conferenza "Archaeoacoustics III" lo trovate qui.

Il video della presentazione effettuata di fronte il pubblico il 7 ottobre 2017 a Maçao è qui.

 

 

 


 

Risultati definitivi dell'analisi archeoacustica dell'acropoli di Alatri in Italia

 Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Natalia Tarabella**, Lorenzo Marcuccetti**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e Super Brain Research Group

   **Super Brain Research Group, Italia

 

 

Riassunto – Il nostro gruppo di ricerca utilizza la metodologia dell’archeoacustica da circa sette anni. L'archeoacustica ci ha permesso di spiegare alcuni degli enigmi presenti negli antichi siti archeologici che prima non erano possibile spiegare con altre metodiche. La nostra ipotesi è che l'esposizione a certe vibrazioni non udibili (infrasuoni) potrebbe aver avuto un effetto significativo sulla psiche di coloro che venivano in quei siti per pregare o per eseguire vari rituali, facilitando il passaggio verso uno stato mistico. La metodologia dell’archeoacustica è stata da noi utilizzata proprio per studiare anche l'acropoli di Alatri in Italia. La cattedrale di questa città si trova nel punto più elevato di Alatri e a sua volta è costruita su i resti di un tempio ciclopico. Abbiamo cercato di capire perché questo tempio è stato costruito proprio in questo luogo. Utilizzando vari protocolli abbiamo scoperto delle vibrazioni molto potenti e significative di origine sismica, provenienti in maniera continuativa dal sottosuolo. Anche se gli antichi non possedevano la stessa attrezzatura che possediamo oggi, erano consapevoli delle condizioni richieste per raggiungere uno stato mistico, forse semplicemente avvertendo che erano più vicini a Dio in un determinato luogo. Le vibrazioni sismiche continuative ritrovate sembrano sorgere da una faglia geologica che si trova a lato della collina dove si trova la città sin dai tempi antichi. La presenza di tali frequenze sismiche aumenta l'effetto di qualsiasi rituale migliorando la psiche dei partecipanti a causa della loro influenza sulle onde cerebrali. Ciò suggerisce che i costruttori di questo tempio abbiano avuto una certa consapevolezza del loro effetto. Ciò offre una possibile spiegazione sul motivo per cui il tempio fu costruito su questa particolare collina e non su nessuna delle colline circostanti.

 

Parole chiave: archeoacustica, Alatri, mura poligonali, suoni a bassa frequenza, infrasuoni.

 

Questo lavoro scientifico è stato presentato alla Conferenza Internazionale "Archaeoacoustics III”, Tomar (Portogallo), 5-8 ottobre 2017, ed è in corso di pubblicazione sugli atti del congresso.

 

Il sito della conferenza a Tomar, Portogallo è qui.

 

La bozza del lavoro originale è qui.


 

 

 


 

Analisi archeoacustica nel recinto sacro “D” a Göbekli Tepe nel Sud dell’Anatolia in Turchia

Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Heikki Savolainen***

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e Super Brain Research Group

   **Super Brain Research Group, Bologna, Italy

***HSS Production e Super Brain Research Group, Helsinki, Finland

 

Riassunto – Il nostro gruppo di ricerca ha effettuato una valutazione archeoacustica del recinto sacro “D” nel sito archeologico di Göbekli Tepe. Questo sito è la più antica località archeologica riconosciuta dagli archeologi di tutto il mondo e la sua presenza è stata datata 7.000 anni prima della costruzione delle piramidi egizie. Grazie allo scopritore del sito abbiamo avuto la possibilità di registrare le vibrazioni provenienti dal sottosuolo, valutare i campi magnetici presenti in loco e studiare il suono prodotto colpendo con mano il pilastro centrale n.18. I risultati sono stupefacenti e confermano che Göbekli Tepe ha gli stessi aspetti archeoacustici di molti altri luoghi sacri tipici che abbiamo studiato in Europa e Asia Minore. Tuttavia la scoperta più interessante è stata la comprensione che il pilastro che abbiamo esaminato è probabilmente al centro di un sofisticato meccanismo di vibrazioni e di campi magnetici che possono modificare l’attività cerebrale. Questa scoperta è in contrasto con la nostra conoscenza del livello di tecnologia raggiunta dalla civiltà che ha costruito questi sacri templi. I nostri risultati devono essere considerati come risultati preliminari, ma a causa della morte dell’autore della scoperta del sito e l’attuale situazione geopolitica presente oggi in Turchia non potremo continuare la ricerca. Ci auguriamo che altri ricercatori potranno confermare i nostri risultati in futuro.

 

Parole chiave - archeoacustica, Göbekli Tepe, suoni a bassa frequenza.

 

Atti della Conferenza Scientifica “5th HASSACC 2017 - Human And Social Sciences at the Common Conference", Slovakia, Žilina, 25-29 Settembre, 2017: pp. 107-114.

(http://www.hassacc.com).

Pubblicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Repubblica Slovacca.

ISBN: 978-80-554-0949-8, ISSN: 1339-522X

Potete trovare il testo originale della pubblicazione scientifica qui.

Potete trovare il testo originale dell'articolo in inglese dalla pagina web del congresso qui.


 

Login Form

Partners




Powered by Joomla!®. Designed by: joomla 1.7 templates hosting Valid XHTML and CSS.

Copyright © 2018 SB Research Group. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.