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Analisi archeoacustica dell'ipogeo di Xaghra nell'isola di Gozo a Malta

**Paolo Debertolis, **Nina Earl, ***Natalia Tarabella

 

 *Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste, Italia

 **SB Research Group, Londra, Regno Unito

***SB Research Group, Firenze, Italia

 

Riassunto - L'archeoacustica rappresenta un nuova metodica di interpretazione per questioni antropologiche pertinenti sia le antiche architetture che le popolazioni del passato. In varie ricerche condotte in un certo numero di siti antichi in tutta Europa e in Asia abbiamo scoperto la presenza di fenomeni naturali in grado di influenzare l’attività del cervello umano. In studi precedenti abbiamo dimostrato che proprio per questo motivo le antiche popolazioni mediante l'uso di semplici metodi empirici hanno scelto non casualmente la localizzazione dei loro siti cerimoniali. In particolare nell’ipogeo di Xaghra, un cerchio megalitico situato sull'isola di Gozo a Malta, abbiamo scoperto potenti infrasuoni e basse frequenze udibili in grado di influenzare l’attività cerebrale. Le cavità sotterranee e i megaliti circostanti agiscono come una cassa di risonanza che amplifica i suoni naturali presenti ed è anche possibile che le grotte naturali siano state appositamente modificate per migliorarne le caratteristiche sonore. Alcune simili caratteristiche naturali sono state scoperte anche in altri siti archeologici in Europa e in Asia, inclusi Epidauro in Grecia e Gobekli Tepe in Turchia. Questo è il terzo e conclusivo articolo sui risultati delle nostre ricerche dal punto di vista archeoacustico nelle di isole di Malta e Gozo situate nel cuore del Mar Mediterraneo.

 

Parole chiave: archeoacustica, basse frequenze, Gozo, Malta, Epidauro, Gobekli Tepe.

 

Questo articolo scientifico sarà pubblicato sul fascicolo di Giugno 2017 (Volume 5, Numero 1) del Journal of Anthropology and Archaeology (USA), ISSN 2334-2420 (Print Version) 2334-2439 (Online Version): in stampa. 

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese qui.


 

 

L'archeoacustica nell'archeologia

Natalia Tarabella*, Paolo Debertolis**

 

*SB Research Group, Firenze

**Dipartimento di Scienze Mediche - Università di Trieste

 

Riassunto L’archeoacustica rappresenta un approccio di analisi per tutti i siti archeologici che hanno caratteristiche acustiche interessanti o fenomeni fisici naturali che possano influenzare l'attività cerebrale. Può anche essere utilizzata ad esempio per dimostrare le caratteristiche sonore volutamente inserite nel disegno di antiche strutture dagli architetti di quel tempo. Questa non è l'unica applicazione nella metodologia dell’archeoacustica, seguendo un approccio antropologico, essa può spiegare perché durante certi rituali in questi siti compariva uno stato alterato della coscienza che intensificava tale l'esperienza. In realtà i fenomeni naturali, ora scientificamente misurabili, erano in grado di influenzare lo stato psicologico delle persone inducendo stati mistici. Nel corso di sette anni di ricerca in questo campo abbiamo dimostrato che le civiltà antiche avevano una certa conoscenza di questo fenomeno mediante la comprensione del significato del perché certi luoghi specifici erano stati scelti per la costruzione dei loro i templi. Utilizzando apparecchiature di registrazione digitale, è ora possibile registrare bande di frequenza del suono non udibili normalmente. Sicché queste bande sonore inudibili hanno un effetto diretto sul fisico umano e la mente umana senza che le persone possano essere a conoscenza dell'esistenza di queste vibrazioni meccaniche in grado di modificare il loro stato di coscienza.

Parole chiavearcheoacustica, ultrasuoni, infrasuoni, basse frequenze sonore.

Atti del congresso del 19th International Conference and Assembly of the Experts of the Foundation Romualdo Del Bianco “HERITAGE FOR PLANET EARTH 2017 - Smart Travel, Smart Architecture and Heritage Conservation and its Enjoyment for Dialogue" (Firenze, 11-12 Marzo 2017).

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese qui.

 



 

 

 

Ricerca d'archeoacustica nell'antico castello di Gropparello in Italia

Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Francesca Piovesana*

 

*Dipartimento di Scienze Mediche - Università degli Studi di Trieste

**SB Research Group, Bologna

 

Riassunto - L’archeoacustica fornisce una metodica per offrire nuove interpretazioni su varie questioni antropologiche relative ad antiche strutture e popolazioni. Abbiamo portato a termine un'analisi archeoacustica su un castello medievale a Gropparello in Italia costruito su un probabile luogo sacro molto antico e riconosciuto sin dal periodo celtico per quell’area. I nostri risultati dimostrano un gran numero di fenomeni fisici che sembrano esistere solo all'interno del perimetro del castello e che non sono rilevabili nelle zone circostanti. In particolare abbiamo rilevato potenti infrasuoni, basse frequenze nel campo dell’udibile e campi magnetici a spiraliformi in grado di influenzare l’andamento dell'attività cerebrale. Possiamo presumere che il mito che racconta di un luogo sacro preesistente nella posizione in cui si trova ora il castello non è decisamente solo un mito, ma vi è qualcosa di reale, in quanto tale sito sembra possedere le stesse caratteristiche fisiche che abbiamo rilevato in altri luoghi sacri in Europa e in Asia.

 

Parole chiave - Archeoacustica, Gropparello, vibrazioni.

 

Atti del Congresso “The 5th Virtual International Conference on Advanced Research in Scientific Areas” (ARSA-2016) Repubblica Slovacca,  9 - 11 novembre, 2016: pp. 98-104.

(http://www.arsa-conf.com).

Publicato da: EDIS - Publishing Institution of the University of Zilina, Univerzitná 1, 01026 Žilina, Slovak Republic.

ISBN: 978-80-554-0958-0, ISSN: 1338-9831

Potete trovare il testo originale dell'articolo in lingua inglese qui.

Potete trovare il testo originale dell'articolo in inglese dalla pagina web del congresso qui.


 


 

 

 

Analisi archeo-astronomica del geoglifo posto a Kanda in Macedonia

**Paolo Debertolis, **Domagoj Nikolić, ***Natalia Tarabella

 

 *Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste, SB Research Group, Italia

 **Rochester Institute of Technology, Dubrovnik, Croazia

***SB Research Group, Italia

 

 

Riassunto - Questo articolo scientifico estende la nostra precedente ricerca su un tumulo presente a Kanda nella Repubblica di Macedonia dal punto di vista dell’archeoastronomia. In due articoli precedenti, il gruppo di ricerca Super Brain Research Group (SBRG) ha pubblicato le ricerche svolte sullo stesso geoglifo utilizzando metodiche archeoacustiche e verificando l'esistenza di diverse cavità, probabilmente camere sepolcrali, all'interno del tumulo. Questo tumulo è essenzialmente un terrapieno massiccio sulla cui sommità sono presenti due ovali concentrici ed un grande disegno al centro di essi che rappresenta l'immagine speculare della costellazione di Cassiopea. Attraverso l'analisi del simbolismo presente nella dinastia reale macedone e mediante la datazione ottenuta con la valutazione della precessione degli equinozi, abbiamo stabilito che tale geoglifo sembra essere orientato proprio sulla data di nascita di Alessandro Magno. Il preciso allineamento tra il sole, la costellazione di Cassiopea ed il geoglifo fissato proprio sul giorno della nascita di Alessandro Magno nel 356 a.C. suggerisce che sotto tale geoglifo c’è qualcosa in relazione con lui, forse la sua tomba o la tomba di un parente stretto.

Parole chiave - geoglifo, Alessandro Magno, archeoastronomia, archeoacustica.

 

Questo articolo scientifico sarà pubblicato sul fascicolo di Dicembre 2016 (Volume 4, Numero 2) del Journal of Anthropology and Archaeology (USA), ISSN 2334-2420 (Print Version) 2334-2439 (Online Version): pp. 59-71. 

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese qui.

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese sul sito della rivista scientifica qui.


 

 

 

Analisi Archeoacustica dei Templi di Tarxien a Malta

Paolo Debertolis*, Nina Earl**, Maja Zivić***

 

 * Dipartimento di Scienze Mediche, Corso di Archeologia Odontoiatrica, Progetto SB Research Group, Università di Trieste

** Super Brain Research Group (SBRG), assistente scientifica, Londra, Regno Unito

*** Museo Nazionale di Zaječar, Curatore del palazzo imperiale romano Felix Romuliana, Gamzigrad, Serbia


Riassunto - I Templi di Tarxien a Malta sono stati analizzati dal punto di vista dell’archeoacustica. Poiché non è più presente un tetto, non è stato possibile reperire fenomeni di risonanza nelle varie camere del tempio. Questa indagine ha però rilevato un’interessante vibrazioni a bassa frequenza proveniente dal sottosuolo. La più probabile spiegazione della sua origine è che sia dovuta al movimento delle acque sotterranee attraverso le faglie geologiche locali. Questa vibrazione sembra anche essere trasmessa attraverso i megaliti, alcuni dei quali hanno delle concavità o fori intagliati nel loro contesto. La precedente interpretazione archeologica ha suggerito che questi erano probabilmente stati utilizzati per sostenere i cardini di una sorta di barriera o porta, ma senza alcuna prova a sostegno. Utilizzando la metodologia archeoacustica è possibile ora una nuova interpretazione di queste particolarità architettoniche che sembrano rappresentare quasi una sorta di diffusori acustici di basse frequenze.

Parole chiave - Templi di Tarxien, Malta, cerchio megalitico, risonanza, attività cerebrale, architettura megalitica.

 

Pubblicato sul Journal of Anthropology and Archaeology (USA), ISSN 2334-2420 (Print Version) 2334-2439 (Online Version), vol.4, n.1, pp. 7-27, 2016.

Potete trovare l'articolo originale in lingua inglese qui.

Potete trovare l'articolo pubblicato (E-Publication FirstTM) sull'edizione on-line del Journal of Anthropology and Archaeology qui.

Potete trovare la traduzione dell'articolo in italiano qui.


 

 

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