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Focolare ed altare sacro a Curiceta sulle Alpi Apuane in Italia

Natalia Tarabella**, Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Lorenzo Marcuccetti**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e Super Brain Research Group

   **Super Brain Research Group, Italia

 

 

Questo articolo è in corso di pubblicazione sugli atti del congresso “Archaeoacoustics III”, Tomar (Portogallo), 5-8 ottobre 2017.

Il video della presentazione effettuata di fronte il pubblico il 7 ottobre 2017 a Maçao è qui.

Le diapositive della presentazione saranno presto disponibili in rete.

L'articolo originale in lingua inglese lo trovate qui.

Il sito della conferenza "Archaeoacoustics III" lo trovate qui.

 

Riassunto - Le Alpi Apuane, l'Alta Versilia e la Garfagnana fanno parte del Parco delle Alpi Apuane e sono ricche di petroglifi e reperti archeologici che sono in parte poco conosciuti e non precisamente databili. Queste aree sono state abitate sin dal periodo del Neolitico, ma il significato e la ragione delle incisioni presenti sulla pietra di questo luogo non sono chiari. Le Alpi Apuane furono scelte come dimora da gruppi di individui che lasciarono molti segni ancestrali, e solo successivamente dal cristianesimo, e che produssero molti altari sacri, troni e manufatti scolpiti nella pietra. Questa zona è pertanto come un atlante in pietra che rivela il nostro passato e le nostre radici. Il sito di Curiceta si trova all'interno di una fitta foresta di castagni, in un'area in cui le terrazze in pietra secca sono perfettamente conservate. Il primo edificio visibile lungo il sentiero, è il cosiddetto "focolare", una grande pietra piatta che sporge da terra ed è circondata da una serie di pietre allineate dove, molto probabilmente, era acceso un fuoco. Dietro la grande pietra, c'è una cavità dalla quale poteva emergere il fumo. La parte inferiore della pietra piatta presenta una sorta di "maniglia" scolpita nella roccia la sua funzione è ancora sconosciuta. Lungo un breve tratto del sentiero in salita protetto da un alto muro in pietra a secco, si trova il sacro altare in pietra. Questa struttura enigmatica ha rivelato molte sorprese durante i test eseguiti con la strumentazione elettronica. Questo altare è scolpito in un unico blocco di pietra e consiste in uno schienale e una superficie di appoggio orizzontale. Dal lato sinistro, ci sono dei piani inclinati che scendono e al di sotto di questi si trova un solco verticale. L'altare presenta la stessa maniglia scolpita trovata sul "focolare". Gli altari rupestri sono molto comuni in tutto il mondo, ad esempio in tutta l'Italia meridionale e nel Medio Oriente, ma nell'Alta Versilia questo è l'unico esempio. L'analisi archeoacustica dell'altare ha ritrovato una frequenza dominante e potente a 25 - 28Hz con un volume sonoro compreso tra i -47db e -50db. È stato anche trovato un secondo picco di infrasuoni a 15-16 Hz. Questa frequenza acustica non udibile si trova comunemente nei siti sacri, come nei templi neolitici di Malta (Tarxien e Xaghra Stone Circle). Queste stesse vibrazioni sono presenti anche in vicinanza dell'altare, ma ad un volume molto più basso. Praticamente il volume più elevato si trova proprio a livello dell'altare ed è decrescente man mano che ci si allontana da esso. In entrambi i casi, la natura più probabile di questa frequenza è il movimento di acque sotterranee. Lo stato emotivo di otto volontari in tale sede è stato analizzato utilizzando la tecnologia della telecamera a risonanza variabile (TRV). Sette su otto volontari si sono sentiti emotivamente a disagio o con un senso di sconforto. Sulla base di questi risultati, è stata formulata un'ipotesi sulla funzione del sito di Curiceta, mentre le due strutture in pietra sembrerebbero collegate. Sull'altare venivano probabilmente eseguiti dei sacrifici con il sangue che poteva scorrere fino alla base lungo tutto il lato sinistro fino al solco. Il focolare potrebbe essere stato usato per bruciare le carcasse o forse solo alcuni organi dei sacrifici.


Parole chiave: archeoacustica, Alpi Apuane, dolmen, altare, suoni a bassa frequenza, infrasuoni.

 

Introduzione
Quando i primi ominidi apparvero sulla Terra, la natura selvaggia dell'ambiente circostante impose loro la necessità di adottare regole severe per garantirne la sopravvivenza. Il progredire dei ghiacciai che stringevano in una morsa l’intero emisfero settentrionale, rendeva i sopravvissuti riconoscenti per il rifugio e il calore offerto dalle caverne. Questi assicuravano un efficace isolamento termico offrendo riparo dalla furia degli elementi e gli animali feroci. E come gli altri animali che condividevano lo spazio con l’uomo, in essi il senso dell'udito, della vista e dell'olfatto erano acutamente sviluppati. Suoni, ultrasuoni, vibrazioni e campi di energia erano percepiti istintivamente come parte dell'ambiente naturale. All'interno di queste grotte, la gente cominciò a erigere i primi monumenti provvedendoli tanto di funzionalità quanto di sacralità. Le grotte sono state dotate di pozzi scavati sotto le stalattiti per raccogliere l’acqua, che però hanno anche assunto un valore rituale, come evidenziato da molte rappresentazioni e graffiti trovati negli ambienti e che si riferiscono ai riti di fecondità. Quando l'uomo ha iniziato a costruire manufatti sacri al di fuori dell'ambiente roccioso, la posizione di tali strutture è stata probabilmente scelta in base alle vibrazioni percepite e vissute in qualsiasi luogo specifico. C'era pertanto una combinazione tra bellezza, sacralità e funzionalità; sicché questi tre aspetti costituivano il fondamento che caratterizzava l'eredità dell'umanità, ossia l'unità tra l'uomo, l'ecosistema e il cosmo.

 

In fondo alle grotte di Matera c'era una cisterna priva di qualsiasi conduttura di collegamento, ma riempita del prezioso liquido in quanto l'intera grotta funzionava come un sistema di raccolta della condensa dell'acqua. Un raggio di sole penetra tuttora nella grotta battendo contro il fondo roccioso e celebrando così l'incontro del principio maschile solare con il principio femminile della terra e che a sua volta crea l'acqua come fonte di vita (Figura 1).



Fig. 1 - Rappresentazione grafica di una sezione delle grotte di Matera (Basilicata) con l’inclinazione dei raggi solari in estate e d’inverno.




Considerare l'archeoacustica come una moderna disciplina è incorretto, se consideriamo che l'uomo nel passato percepiva naturalmente i suoni e le vibrazioni di un particolare luogo e che incanalava a vantaggio del suo corpo. Dunque, per ascoltare la voce delle strutture sacre nell'età moderna, abbiamo bisogno di strumenti sofisticati per catturare i suoni del passato e la cui interpretazione può rappresentare per noi una vera sfida.



Fig. 2 - Monumento dell'età del bronzo a Matera, Basilicata, Italia (in alto a sinistra); monumento solare nel deserto del Sahara (in alto a destra); vasca sacra a Petra in Giordania (in basso a sinistra); Santuario di S. Cristina in Sardegna (in basso a destra).



Un esempio spettacolare di questo complesso nell'Età del Bronzo si trova sulla Murgia Materana (Matera-Basilicata). Il sito è costituito da due anelli concentrici di pietra attraversati da un corridoio con direzione est-ovest, che conduce a un ipogeo centrale. L'ipogeo è diviso in due ambienti sostenuti da un pilastro scolpito nella roccia (Fig. 2, in alto a sinistra). Questa struttura è abbastanza simile ai cosiddetti "monumenti solari" del Sahara, la cui funzione rimane enigmatica e il cui nome è attribuito ai motivi astrali attribuiti ai cerchi di pietre (Fig. 2, in alto a destra) [24]. Le analogie con altri importanti monumenti sono attestati dal fatto che la sua conformazione era collegata ai culti dell'acqua. Aveva un aspetto simile a quello reperibile in Sardegna, con i suoi grandi complessi sacri dell'Età del Bronzo, che sono attraversati da un corridoio di accesso che poi scende tramite una profonda scalinata nell'ipogeo centrale che rappresenta il pozzo sacro che è attivo, non perché incontra le falde acquifere, ma perché intercetta l'acqua piovana (Fig. 2, in basso a destra).
A Petra, il cosiddetto "luogo alto" situato sulla montagna più alta, era un centro di energia e potere per la vita e la morte, dove si celebravano le abluzioni e i riti con le acque sante. Sulla sua sommità si trova un altare la cui forma è costituita da due anelli concentrici, penetrati da un condotto progettato per raccogliere l'acqua piovana. Quando l’acqua cominciava a riempire le cisterne, ciò portava il luogo alla vita e all’inizio delle cerimonie [24], (Figura 2, in basso a sinistra). Bellezza, sacralità e funzionalità erano unite nelle celebrazioni di banchetti e cerimonie funebri che avevano un importante valore sociale e che erano permeate da un profondo contenuto simbolico.

 



Fig. 3 - Grotta di Loltun, Yucatan (sopra); Grotta di Tanaccio, Toscana, Italia (sotto).

 

Le Alpi Apuane: l'Atlante in Pietra
Le Alpi Apuane (Fig. 4), l'Alta Versilia e la Garfagnana fanno parte del Parco delle Alpi Apuane, ricco di petroglifi e reperti archeologici, molti dei quali sono sconosciuti e non riconosciuti. Queste aree furono abitate sin dal periodo Neolitico, ma il significato e la ragione delle incisioni su pietra non sono molto chiari. Le Alpi Apuane sono state scelte come abitazioni da persone che hanno lasciato molti segni ancestrali e religiosi della loro testimonianza, tra cui altari sacri, troni e manufatti scolpiti nella pietra [1]. Ciò può essere considerato come un atlante in pietra che rivela il nostro passato e le nostre radici.

 



Fig. 4 - Localizzazione delle Alpi Apuane in Italia.

 



Fig. 5 – Immagine delle Alpi Apuane: monte Nona e Procinto.


 

Il sito di Curiceta, Seravezza, Toscana
Il sito di Curiceta si trova in una fitta foresta di castagni, in un'area in cui si trovano terrazzamenti perfettamente conservati con muri a secco. Il primo edificio in pietra che si incontra lungo il sentiero è il cosiddetto "focolare" (fig. 6). Si tratta di una grande pietra piatta incastonata nel terreno con una serie di pietre allineate attorno dove probabilmente si accendeva un fuoco. Dietro la grande pietra, c'è una cavità dalla quale usciva il fumo. Nella parte inferiore, c'è una sorta di "maniglia" scolpita nella roccia, la sua funzione è ancora sconosciuta.

 



Fig. 6 - Il focolare di Curiceta, Seravezza, Toscana.

 


Lungo un breve tratto del sentiero sulla collina, si trova il sacro altare in pietra (fig. 7), che è la seconda struttura presente nel luogo. Questa struttura enigmatica, ha rivelato molte sorprese quando è stata analizzata con la strumentazione elettronica. L'altare è scolpito in un unico blocco in pietra e consiste in uno schienale e una superficie di appoggio orizzontale. Dal lato sinistro, ci sono dei piani inclinati che scendono verso il basso sotto ai quali c'è un solco verticale. Sull'altare troviamo una sorta di "maniglia" simile a quella ritrovata nella prima struttura del cosiddetto focolare. Gli altari rocciosi sono comuni in tutto il mondo e in siti presenti in Basilicata, in Puglia e in Sicilia se ci riferiamo al Sud Italia, ma anche nell'antico sito di Petra in Medio Oriente. Tuttavia in Alta Versilia questo è l'unico elemento ritrovato.

 


Fig. 7 - L'altare di Curiceta (Seravezza – Toscana).

 



Fig. 8 - Particolare della maniglia presente nel focolare (sopra) e particolare della maniglia presente nell’altare sacro (sotto).

 



Materiali e metodi
Le apparecchiature utilizzate per le registrazioni sonore erano costituite da due tipi di microfoni dinamici di fascia alta estesi anche nella gamma di frequenza degli ultrasuoni associate ad un registratore portatile digitale (Tascam DR-680, prodotto dalla giapponese TEAC Corporation, con una frequenza di campionamento massima di 192 KHz). Sono stati utilizzati anche dei microfoni professionali da studio con un'ampia gamma dinamica e risposta piatta alle diverse frequenze (Sennheiser MKH 8020, frequenza di risposta 10Hz - 60.000Hz) con cavi schermati (Mogami Gold Edition XLR) e connettori placcati oro (Fig. 10).

 



Fig. 9 - Apparecchiature di registrazione del suono in allestimento sull'altare.




Prima di effettuare le registrazioni è stato utilizzato un analizzatore di spettro (Spectran NF-3010 dalla fabbrica tedesca Aaronia AG) per rilevare la presenza di eventuali fenomeni elettromagnetici che avrebbero potuto influenzare i risultati (Fig. 10).
             



Fig. 10 – Lo Spectran NF-3010 del marchio tedesco Aaronia AG.



Sono state utilizzati per l'analisi delle registrazioni audio la versione 4.2.1 del programma Praat dell'Università di Toronto e la versione 2.1.2 del programma open-source Audacity per Windows e Linux.
La termografia è stata utilizzata per analizzare le caratteristiche della temperatura della struttura mediante l'uso di una termocamera (modello ThermaCAM SC640 IR Camera della Flir Systems Inc).
Una fotocamera TRV (Variable Resonance Imaging camera, nota anche come Merlin Camera in Italia o sistema Defend X per uso industriale in Giappone) è stata utilizzata per testare lo stato di emotività di 8 volontari posizionati nell'area dell'altare sacro (analisi antropologica), un sistema già utilizzato in ricerche precedenti. La videocamera TRV funziona mediante la valutazione dell'equilibrio del capo e le micro-mobilità del corpo che è controllato dal sistema vestibolare situato nell’orecchio interno. Questo sistema è in grado di scoprire lo stato emotivo del soggetto (rilassato o in ansia) poiché la telecamera connessa al computer lo percepisce come micro vibrazioni del corpo. Utilizzando un software dedicato (Vibraimage Pro 8.3) la sagoma dei soggetti esaminati viene colorata a seconda del loro stato mentale. Questo sistema viene utilizzato anche dai servizi segreti come "macchina della verità" nel campo del terrorismo. La videocamera TRV ha un comune CCD retroilluminato, con un sensore da tre MegaPixel. Il suo filtro anti-aliasing protettivo è rimosso per estendere la sua capacità di catturare la luce sia nella banda infrarossa (IR) che ultravioletta (UV) (l'obiettivo ha un'ottica al quarzo-fluorite da 25 mm con una banda passante da 200 nm a 1800 nm).

 


Fig. 11 - Il test della fotocamera TRV atto a valutare lo stato emotivo dei volontari seduti sull'altare.

 

Risultati
L'analisi delle registrazioni mediante i microfoni ha rivelato una frequenza dominante di 25-28 Hz con un volume cospicuo (da -47db a -50db). Vi è poi un altro picco a volume inferiore di 15-16 Hz ben visibile nell'analisi grafica (Fig. 12). Per evitare errori di registrazione, alcune analisi sono state fatte dal computer direttamente sul posto (figura 16). Vicino all'altare e a livello del focolare sono state trovate le stesse vibrazioni, ma a un livello sonoro molto più basso. Sembra che la fonte del suono sia direttamente sotto l'altare e che il suono diminuisce quando ci si allontana da esso. Il sito è ricco di fonti idriche e ascoltando il suono in cuffia durante le registrazioni si percepiva distintamente il rumore dello scorrere dell'acqua, quindi la spiegazione più probabile è che sia questa la fonte più probabile di queste vibrazioni a bassa frequenza (infrasuoni), ossia dal flusso di acque sotterranee. Gli infrasuoni hanno un effetto notevole sul corpo e alcuni individui più sensibili li avvertono come una sorta di energia non specificata proveniente da sotto i piedi. Le frequenze degli infrasuoni possono anche penetrare nella mente senza passare attraverso l'organo dell'udito, modificando il ritmo cerebrale in uno stato Alpha-Theta.
Dobbiamo però chiarire alcune caratteristiche di questi risultati rispetto al volume di decibel misurato: in particolare bisogna sottolineare la distinzione esistente tra l'uso di decibel per misurare il volume di pressione sonora rispetto al volume del segnale. Il Livello di Pressione Sonora (SPL) è una misura della pressione dell'aria che è causata dal suono o dal rumore che agisce sul timpano dell’orecchio esterno. Questa pressione dell’aria si traduce in forza fisica che preme contro il diaframma di un microfono e in ambiente acustico si traduce con il termine volume sonoro. Le misurazioni di questa natura sono solitamente espresse in decibel del Livello di Pressione Sonora (dB SPL) e sono calcolate in numeri positivi. Ad esempio il volume sonoro in un concerto rock può raggiungere i 110db o nel caso di un martello pneumatico i 100db, mentre una persona che sussurra ha un volume di circa 20-30db (ndr. 0 è il volume dei decibel nel totale silenzio).
Quando si affrontano i volumi di segnale, i decibel vengono usati in modo totalmente diverso. In questo caso, 0 dB è il livello di segnale più alto ottenibile senza distorsioni; tutti i livelli di segnale sotto questo sono rappresentati come numeri negativi. L’attenuatore di volume presente sullo strumento è etichettato con uno "0" per contrassegnare il punto in cui quel attenuatore non sta né aumentando né attenuando il segnale. Le misure prese sull'altare di Curiceta registrando un livello di -47 dB può essere considerato un volume di pressione sonora medio.

 

 

 


Fig. 12 - L'analisi grafica dell’audio mediante Audacity 2.1.2 nell'altare di Curiceta.
 



Utilizzando la termocamera, abbiamo scoperto che la pietra dell'altare è più fredda nella parte dello schienale rispetto alla porzione posta orizzontalmente con più di 4 ° C di differenza di temperatura (figura 13), il che è un dato molto interessante in quanto questo altare è scolpito in un unico pezzo di roccia. È chiaro che solo un flusso di aria fredda proveniente dal di dietro può causare questa differenza di temperatura: abbiamo quindi concluso che vi è una sorta di grotta o cavità dietro l'altare.


Fig. 13 - L’analisi termografica dimostra una differenza di temperatura di circa 4 ° C tra la pietra dello schienale, più fredda, rispetto il sedile.

 

I risultati dell’analisi su gli otto volontari testati mediante la TRV camera hanno rivelato che sette su otto di loro hanno sperimentato uno stato d'animo non rilassato. Dopo alcuni minuti di esposizione alle vibrazioni precedentemente misurate sull'altare, sono diventati ansiosi e agitati. Quasi tutti i volontari si sono sentiti emotivamente a disagio (7/8), provando sensazione di paura o percependo come se un evento strano o soprannaturale stesse per verificarsi. I dati raccolti dalla telecamera TRV, che è in grado di riconoscere lo stato emotivo dei soggetti, sono stati davvero esaustivi in questo frangente (Fig. 14).


Discussione
Lo studio archeoacustico in questo sito è stato condotto senza che siano stati intrapresi precedenti scavi archeologici, il che ha sollevato più domande che risposte. In entrambe le posizioni in cui sono stati collocati i microfoni (a circa 30 metri di distanza), la stessa vibrazione a bassa frequenza è stata rilevata come suono continuo. Non c'erano fabbriche nelle vicinanze o altre attività umane in grado di generare una tale frequenza. I test pre-registrazione condotti mediante il batttere delle mani hanno rilevato che i microfoni erano posizionati abbastanza in profondità da essere scarsamente influenzati dall'ambiente sonoro circostante (ndr. si era nel profondo di una foresta che faceva da schermo). Non sono state trovate fonti di campi elettromagnetici. Quelle frequenze registrate quindi dovrebbero essere considerate come una valutazione archeoacustica accurata per questo sito.
Secondo la nostra antropologica, possiamo supporre che le due strutture in pietra, altare e focolare, siano collegate (ndr. l’altare per effettuare i sacrifici e il focolare per bruciare i resti).
Inoltre i risultati sui nostri volontari sono ripetibili, ma anche incontrovertibili in quanto l'accuratezza della metodica TRV è stata ben determinata nel campo della sicurezza. Perché allora quasi tutti i volontari hanno provato un senso di paura? C'era qualcosa nell'ambiente che influiva sul loro stato mentale? Come suggerito da altri autori si sa che gli infrasuoni possono indurre sentimenti di timore reverenziale o paura e, poiché non sono percepiti consciamente, possono anche far sentire alle persone persone esposte come se eventi strani o soprannaturali si stiano verificando [25]. È quindi possibile ipotizzare che laddove è presente una forte concentrazione di basse vibrazioni naturali, le popolazioni antiche considerassero sacro o soprannaturale questo sito [3].


Fig. 14 - Alcuni volontari e il loro stato emotivo come registrati dalla telecamera TRV.



Una situazione sonora simile esiste nell’ipogeo di Xaghra, sull'isola di Gozo, a Malta (Fig. 15), dove sono state trovate frequenze naturali estremamente potenti [21]. Queste sono anche paragonabili a quelle trovate nei templi di Tarxien a Malta, ma con una gamma di frequenze leggermente più alte in volume e con una minore quantità di oscillazione in frequenza.

 

 Fig. 15 - Ricostruzione grafica dell’ipogeo di Xaghra che illustra la posizione in cui sono stati collocati i microfoni (A & B) [21].

 



Esse hanno un ampio picco intorno a 25Hz a -24db. Bisogna tuttavia considerare che l’ipogeo di Xaghra è stato scavato direttamente nel terreno rendendo il volume più potente rispetto all'altare di Curiceta. Tuttavia, l'effetto sulla mente era completamente diverso, perché mai le persone che hanno visitato questo ipogeo hanno riportato sensazioni di disagio o paura. Ciò solleva le seguenti domande: (1) è possibile che la
combinazione di frequenze (15-16 Hz e 25-28 Hz) nel sito di Curiceta crei un senso di paura? (2) Se gli infrasuoni provocano in realtà sentimenti di timore reverenziale o di paura come descritti da altri autori, è possibile che ciò fosse noto e usato in certi riti o cerimonie? Questi quesiti costituiscono la base per sollecitare altre domande e spingere ad affrontare ulteriori ricerche. Lo studio della termocamera ha fornito risultati interessanti, segnalando una differenza di temperatura di 4 gradi (ndr. tra schienale e sedile dell’altare), che ci ha portato a concludere che dietro l'altare si trovava una sorta di grotta o cavità. Stando così le cose, perché bloccare la caverna o la cavità con un simile altare posto al suo interno? Potrebbe davvero questa roccia agire come una sorta di trasduttore? È possibile che all'interno della caverna si possano trovare anche vibrazioni più potenti che potrebbero essere, ad esempio, più vicine al volume ritrovato nell'ipogeo di Xaghra? Per ora non abbiamo risposte, ma in futuro potrebbe essere interessante andare avanti nella nostra ricerca in maniera più avanzata per avere queste risposte.

 


 Fig. 16 - Per evitare errori di registrazione, alcune analisi sono state fatte direttamente sul posto dal computer.

 

L'altare è scolpito in un unico blocco di pietra ed è formato da uno schienale e da una superficie di appoggio orizzontale. Dal lato sinistro, ci sono dei piani inclinati che scendono verso il basso. Al di sotto di questi si trova un solco verticale, un canale perfetto in cui può fluire il sangue sacrificale. Gli altari di roccia sono molto comuni in tutto il mondo come, ad esempio, nel Sud d'Italia, in Medio Oriente, ma nell'Alta Versilia questo è l'unico esempio.

 

Conclusioni
Lo studio della termocamera ha fornito un risultato interessante, trovando una differenza di temperatura di 4 gradi, che ci ha portato a concludere che una sorta di grotta si trovava dietro l'altare. Infatti un esame più attento ha rivelato un muro di piccole pietre attorno all'altare che sembrano essere state collocate lì per coprire l'ingresso della grotta. L'acqua sotterranea ritrovata nel sito di Curiceta è un dato significativo perché la combinazione di basse frequenze può creare uno stato mentale alterato, specialmente durante qualsiasi rituale. Abbiamo stabilito che laddove è presente una concentrazione di basse vibrazioni naturali, le popolazioni antiche consideravano questi siti come sacri e certamente considerati come "luoghi di potere". Possiamo anche supporre che la combinazione di frequenze sia la causa più probabile del disagio/paura percepita dai volontari. Forse Curiceta fu usata per diversi scopi cerimoniali nel corso dei secoli. La forma dell'altare richiama l’idea che potrebbe essere stato usato per celebrare i sacrifici. Il fatto che quasi tutti i volontari, sette su otto, si sentissero emotivamente a disagio, provando un senso di paura o disagio, crea la quasi certezza che le frequenze naturali presenti in questo sito hanno creato nel passato l'ambiente perfetto in cui condurre le cerimonie sacrificali.

 



Fig. 17 - Immagine a infrarossi dell'altare di Curiceta. Questa immagine elimina i licheni presenti sul manufatto consentendo alla struttura originale ed al muro retrostante di essere più visibili.

 


Ringraziamenti
Gli autori sono molto grati per il sostegno ricevuto e per lo sviluppo di questa ricerca di archeoacustica all'organizzazione scientifica senza scopo di lucro Super Brain Research Group (SBRG). Gli autori sono inoltre grati al Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università di Trieste per il sostegno nella ricerca ed in particolare al Direttore, il professor Roberto Di Lenarda. Un sincero ringraziamento a Nina Earl per il suo supporto scientifico nella redazione di questo testo.

 

 Bibliografia

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  21. P. Debertolis, N. Earl, N. Tarabella: “Archaeoacoustic analysis of Xaghra Hypogeum, Gozo, Malta”, Journal of Anthropology and Archaeology, vol.1 no. 5, June 30, 2017: pp. 1-15.

  22. P. Debertolis, D. Gullà: “Archaeoacoustic Exploration of Montebello Castle (Rimini, Italy)”, Art Human Open Acc J 1(1): 00003, DOI: 10.15406/ahoaj.2017.01.00003.

  23. P. Debertolis, D. Gullà, H. Savolainen: “Archaeoacoustic Analysis in Enclosure D at Göbekli Tepe in South Anatolia, Turkey”, Proceedings in Scientific Conference “5th HASSACC 2017 - Human And Social Sciences at the Common Conference", Slovakia, Žilina, September 25-29, 2017: pp. 107-114.

  24. P. Laureano: “Giardini di pietra, i Sassi di Matera e la civiltà mediterranea”, Bollati Boringhieri, 1993, Torino.

  25. V. Tandy, T. Lawrence: “The ghost in the machine”, Journal of the Society for Psychical Research, 62 (851), 1998: pp. 360–364.

  26. N. Tarabella, P. Debertolis: “Archaeoacoustics in Archaeology”, Proceedings in19th International Conference and Assembly of the Experts of the Foundation Romualdo Del Bianco “HERITAGE FOR PLANET EARTH 2017 - Smart Travel, Smart Architecture and Heritage Conservation and its Enjoyment for Dialogue", Florence, Italy, 11-12 March 2017: 240-246.

 

 


 

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