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Risultati definitivi dell'analisi archeoacustica dell'acropoli di Alatri in Italia

 Paolo Debertolis*, Daniele Gullà**, Natalia Tarabella**, Lorenzo Marcuccetti**

 

*Dipartimento di Scienze Mediche, Università di Trieste e Super Brain Research Group

   **Super Brain Research Group, Italia

 

Questo articolo è in corso di pubblicazione sugli atti del congresso “Archaeoacoustics III”, Tomar (Portogallo), 5-8 ottobre 2017. Il video della presentazione effettuata di fronte il pubblico il 6 ottobre 2017 a Tomar e la diapositive della presentazione saranno presto disponibili in rete.

L'articolo originale in lingua inglese lo trovate qui.

Il sito della conferenza "Archaeoacoustics III" lo trovate qui.

 

 

Riassunto – Il nostro gruppo di ricerca utilizza la metodologia dell’archeoacustica da circa sette anni. L'archeoacustica ci ha permesso di spiegare alcuni degli enigmi presenti negli antichi siti archeologici che prima non erano possibile spiegare con altre metodiche. La nostra ipotesi è che l'esposizione a certe vibrazioni non udibili (infrasuoni) potrebbe aver avuto un effetto significativo sulla psiche di coloro che venivano in quei siti per pregare o per eseguire vari rituali, facilitando il passaggio verso uno stato mistico. La metodologia dell’archeoacustica è stata da noi utilizzata proprio per studiare anche l'acropoli di Alatri in Italia. La cattedrale di questa città si trova nel punto più elevato di Alatri e a sua volta è costruita su i resti di un tempio ciclopico. Abbiamo cercato di capire perché questo tempio è stato costruito proprio in questo luogo. Utilizzando vari protocolli abbiamo scoperto delle vibrazioni molto potenti e significative di origine sismica, provenienti in maniera continuativa dal sottosuolo. Anche se gli antichi non possedevano la stessa attrezzatura che possediamo oggi, erano consapevoli delle condizioni richieste per raggiungere uno stato mistico, forse semplicemente avvertendo che erano più vicini a Dio in un determinato luogo. Le vibrazioni sismiche continuative ritrovate sembrano sorgere da una faglia geologica che si trova a lato della collina dove si trova la città sin dai tempi antichi. La presenza di tali frequenze sismiche aumenta l'effetto di qualsiasi rituale migliorando la psiche dei partecipanti a causa della loro influenza sulle onde cerebrali. Ciò suggerisce che i costruttori di questo tempio abbiano avuto una certa consapevolezza del loro effetto. Ciò offre una possibile spiegazione sul motivo per cui il tempio fu costruito su questa particolare collina e non su nessuna delle colline circostanti.

 

Parole chiave: archeoacustica, Alatri, mura poligonali, suoni a bassa frequenza, infrasuoni.

 

 

Introduzione

I fenomeni acustici di origine naturale sono stati utilizzati da alcune civiltà per migliorare i loro riti e le loro cerimonie, in particolari casi alcune strutture antiche sono state appositamente modellate in un certo modo per consentire alle vibrazioni prodotte in quel luogo di agire direttamente sulla mente generando uno stao di coscienza alterato [6,7,8,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,34].
In precedenti ricerche il gruppo di ricerca SBRG ha dimostrato una relazione tra vibrazioni meccaniche o naturali originate da fenomeni di risonanza in alcuni templi e attività cerebrale. Le vibrazioni naturali a bassa frequenza, con un'assenza di alta pressione sonora, possono avere un'influenza positiva sulla salute umana nel senso di generare un senso di benessere ed alcune persone possono percepire i tali suoni a frequenze molto basse piuttosto come una sensazione percettiva che come suono. Gli infrasuoni, però, possono anche causare sentimenti di timore reverenziale o sensazione di paura negli esseri umani e, dato che ciò non è percepito in modo cosciente, chi ne è esposto può avere l'impressione che stiano per accadere eventi strani o soprannaturali [33]. È quindi possibile ipotizzare che laddove vi sia stata una forte concentrazione di basse frequenze naturali, le popolazioni antiche possano aver considerato questi siti come "sacri" [7]. Attraverso l'analisi archeoacustica, è quindi possibile dimostrare che in passato esisteva una certa conoscenza dei fenomeni acustici che, per esempio, potevano essere usati per migliorare antichi rituali [6,7,8,10,11,12,13,14,15, 16,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,34]. La città storica di Alatri è stata analizzata da questo punto di vista con risultati preliminari già pubblicati nel 2015 sulla letteratura internazionale[15]. In questo articolo vengono presentati i risultati definitivi di questo ricerca quadriennale attuata con tre diverse metodologie di ricerca.

 

L'antica città di Alatri in Italia

Alatri è una piccola città situata nella provincia di Frosinone nel Lazio (Fig. 1). La città di Alatri è stata costruita intorno ad una piccola collina, circondata da mura megalitiche i cui resti sono per lo più visibili ancora oggi. L'acropoli si trova nel cuore del centro storico, in cima alla collina (Fig. 2). Il perimetro interno dell'acropoli è definito da enormi pareti calcaree con blocchi di forma poligonale e che misura 500 metri di lunghezza ed un massimo di 15,4 metri di altezza. Inoltre, le pareti esterne disegnano un perimetro di circa 2 km costituito da diversi strati di blocchi di pietra che possono raggiungere un'altezza di 3 metri [32].

 

 

Fig. 1 - La posizione di Alatri sulla mappa dell’Italia.

 

 

Fig. 2 – La Città di Alatri vista da una collina vicina, la cattedrale è chiaramente visibile sulla cima della collina.


Ciò che colpisce sono le enormi mura ciclopiche poligonali e il modo in cui i blocchi megalitici si incastrano tra loro senza l'uso di malta, tanto che è impossibile inserire un foglio di carta tra le giunture. La data esatta in cui è stata costruita l'acropoli è sconosciuta: alcuni ritengono che le mura siano state costruite dai Romani o dai Latini, altri ritengono piuttosto che la sua origine risale ad un periodo pre-romano, tuttavia non vi è un consenso generale su una teoria o l’altra [29].

Don Giuseppe Capone fu il primo a suggerire l'ipotesi che Alatri e la sua acropoli fossero costruite seguendo linee geometriche e astronomiche. Negli anni '80 tale sacerdote originario del luogo, il quale servì per molti anni nel seminario della chiesa di Alatri, studiò ulteriormente le origini archeo-astronomiche della città. Le sue osservazioni furono confermate da Antony F. Aveni, professore di Astronomia e Antropologia presso la Colgate University (USA), in un articolo in collaborazione con lo stesso Don Giuseppe Capone nel 1985 [1].

Il concetto fondamentale che ispirò Don Capone affonda le sue radici nella cultura religiosa degli antichi indoeuropei. Infatti essi utilizzavano molto spesso il sole come punto di riferimento e con il quale fissavano determinati punti sull'orizzonte e dunque questo principio sembra essere stato seguito anche dai costruttori delle mura ciclopiche. Capone ha identificato un "punto di riferimento privilegiato" che si trova dietro il muro settentrionale, al centro dell'acropoli. Usando questo punto, fu in grado di stabilire che l'angolo nord-est dell'acropoli delinea una linea che indica il sorgere del sole al solstizio d'estate e che i lati orientale e occidentale sono paralleli e orientati secondo l’asse Nord-Sud. Inoltre, Don Capone notò che diverse porte che circondavano la città erano situate in punti strategici e in reciproco rapporto tra loro e con la mappa della città [29].

Le mura ciclopiche si estendono lungo un asse Nord-Sud centrato su uno sperone roccioso solitario, uno spazio sacro riservato a scopi religiosi situato un po’ più in alto rispetto all'acropoli, un vero e proprio "altare del sacrificio". Questo affioramento roccioso (il cosiddetto "ombelico" della città) sembra essere al centro della città antica, e ora si trova all'esterno della cattedrale che fu costruita sopra i resti dell'antico Tempio del Sole [1,2,3,4]. Forse questo affioramento è stato usato come punto di riferimento durante la costruzione della città? Ciò sembra essere plausibile poiché numerose osservazioni astronomiche lo confermano: al mattino presto durante il solstizio d'estate, è possibile vedere il sorgere del sole dall'affioramento roccioso esposto a nord; l'angolo delle mura ciclopiche proiettano un'ombra che punta direttamente verso l'affioramento. Inoltre, il lato est del muro risulta essere un'unità fondamentale di misura lineare utilizzata nella costruzione dell'acropoli; tutte le porte e gli archi del muro esterno (con una sola eccezione) giacevano equidistanti dall'affioramento a tre volte la lunghezza della parete interna orientale (figura 3).

 

 

Fig. 3 - La mappa di Alatri con le sue indicazioni astronomiche e geometriche (Capone, 1982).



Inoltre, i costruttori dell'acropoli la divisero in quadranti centrati sull'affioramento roccioso. Al tramonto nel solstizio d'estate, il sole illumina la porta della città del quadrante nord-ovest superiore e la sua ombra si dirige direttamente verso questo sperone. Un'altra porta, la "Porta Minore" situata nel quadrante inferiore destro, attira ulteriormente l’attenzione: si tratta di un portale a triliti chiamato anche "Porta dei tre Falli" per il simbolo scolpito sopra ad esso. La mattina dell'equinozio a marzo e dicembre il sole illumina perfettamente i gradini che conducono dalla porta disegnando una perfetta forma rettangolare fuori dal cancello [1,2,3,4] (Fig. 4).

 



Fig. 4 - La Porta Minore all'equinozio, con il sole che illumina le scale, disegnando un rettangolo perfetto sulle pietre di fronte. Sopra il cancello ci sono tre falli scolpiti sull'architrave di pietra (per gentile concessione di Ornello Tofani, Italia).



Basandoci sulla nostra esperienza di archeoacustica in tutta Europa e Asia Minore [6,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16,17,18,19,20, 21,22,23,24,25,26,27,34] abbiamo pertanto deciso di analizzare questo sito partendo dallo sperone roccioso. Il nostro scopo era scoprire perché l'acropoli fu costruita su quella particolare collina e non su un'altra delle colline circostanti. Forse questa collina ha dimostrato possedere alcune particolari caratteristiche di sacralità tali da spingere l'architetto a progettare un’acropoli sopra ad essa?

 

Materiali e metodi

Questa ricerca, condotta su di un periodo di quattro anni, ha utilizzato tre diverse metodologie investigative: la registrazione dell’intero spettro audio, la registrazione delle vibrazioni sismiche mediante un’apparecchiatura geologica (GeoBox SR04S3) utilizzata per confermare i risultati delle registrazioni audio, e la tecnologia TRV (Telecamera a Risonanza Variabile) nella banda dell’ultravioletto per studiare l'effetto di tali vibrazioni sull’attività cerebrale. Il nostro gruppo di ricerca ha utilizzato questo metodo multi-investigativo già in precedenza in vari altri siti archeologici. Questo esperimento è stato condotto in quattro divese missioni in diverse stagioni tra il 2012 e il 2015.

Le registrazioni audio sono state eseguite seguendo lo standard SBRG per l'archeoacustica (SBSA) [9]. In questa occasione l'apparecchiatura consisteva in un registratore dinamico di qualità elevata, esteso nel campo degli ultrasuoni e degli infrasuoni con una frequenza di campionamento di 192 kHz (Tascam DR-680). Sono stati usati anche microfoni a condensatore con ampia dinamica e risposta piatta alle diverse frequenze (Sennheiser MKH 3020 con risposta in frequenza da 10 Hz a 50.000 Hz) e cavi schermati (XLR Mogami Gold Edition) con connettori placcati in oro.
I microfoni sono
anche stati collocati in una varietà di luoghi diversi attorno all'acropoli e nell'area circostante per rilevare eventuali le vibrazioni presenti. Questo perché le basse frequenze o gli infrasuoni (onde sismiche) non sono direzionali e, poiché non vengono facilmente assorbiti dal suolo, percorrono lunghe distanze.

 

 

Fig. 5 – Le operazioni di registrazione nel cosiddetto “ombelico” dell'Acropoli.

 

La seconda tecnologia utilizzata è consistita in un’apparecchiatura geologica digitale, denominata GeoBox SR04S3 Datasheet (Fig. 6), della ditta italiana SARA che utilizza degli accelerometri per acquisire le frequenze emesse specificamente nella gamma sismica. Questo dispositivo viene solitamente utilizzato per indagini sismologiche e geofisiche come un rapporto spettrale orizzontale/ verticale – HVSR. L’apparecchiatura SR04 GeoBox è progettata appositamente per la registrazione del rumore sismico ambientale, ma può anche registrare terremoti e vibrazioni artificiali.

 

 

Fig. 6 – Sopra: la GeoBox SR04S3. Sotto: la GeoBox collegata al computer per investigare le vibrazioni presenti nell'acropoli.

 

La tecnologia TRV (
Variable Resonance Imaging Camera o Telecamera a Risonanza Variabile) è una metodologia che utilizziamo ormai da cinque anni. Quanto segue è una semplice spiegazione di come viene applicata nella nostra ricerca e di come potrebbe essere applicata all'interno del più ampio campo dell’archeoacustica. Prima di tutto bisogna dire che c'è una correlazione diretta tra stati emotivi e funzionali del corpo umano con i parametri di riflesso nel controllo dei movimenti. Fino a poco tempo fa la correlazione esistente tra i parametri quantitativi e l'informazione sui movimenti del corpo umano non erano stati stabiliti. Bernstein e Mira Lopez (psicodiagnostica miocinetica) [30] hanno studiato le micro-mobilità del corpo umano e hanno scoperto che queste rappresentavano un sofisticato problema matematico. Ad esempio, si è dimostrato che il bilanciamento verticale della testa umana è controllato dal sistema vestibolare presente nell’orecchio interno e descritto come una funzione riflessa, ma anche che l'equilibrio della testa è anche da considerarsi un'estensione dell'attività locomotoria (micro-mobilità della testa) controllato sempre da questo sistema. L'analisi di questo e altri tipi di riflessi di mobilità forniscono molte informazioni sullo stato di coscienza del soggetto. Da un punto di vista fisico, le oscillazioni meccaniche della testa sono un processo vibrazionale, i cui parametri sono in grado di fornirela correlazione quantitativa tra emozionalità (stato emotivo del soggetto) e mobilità del soggetto in esame. Tali informazioni possono essere ottenute utilizzando la tecnologia TRV (Variable Resonance Imaging Camera), che fornisce inoltre informazioni quantitative sui movimenti periodici di qualsiasi parte di un oggetto studiato.

 

 

Fig. 7 - La telecamera TRV (sopra) dimostra le vibrazioni presenti all'interno della cattedrale (sotto).

 

Per rendere visibili gli effetti di dispersione delle vibrazioni dell'aria, è stata utilizzata una camera TRV (Variable Resonance Imaging Camera, nota in Italia come fotocamera Merlin o sistema Defend X in Giappone) insieme al software Vibraimage Pro 8.3. La tecnologia di analisi dei video TRV, fornisce informazioni quantitative sui movimenti periodici di qualsiasi parte dell'oggetto in esame (ndr. ossia anche un oggetto vero e proprio e non solo i movimenti periodici di una persona). Il software può elaborare piccoli cambiamenti vibratori nel movimento dell'aria tra diversi fotogrammi video, evidenziando il movimento e il cambiamento di cromaticità dei pixel nella banda UV (Fig. 7). Per ottenere ciò, viene utilizzato un video a bassa risoluzione (640x480) per impedire il sovraccarico delle capacità di elaborazione dei computer. I frame vengono raccolti e riassemblati (deviazione standard o STD) per generare un video composito. Questa tecnica ampiamente pubblicata nella letteratura scientifica è in grado di identificare le vibrazioni a bassa frequenza presenti nell'ambiente ed è stata utilizzata per rilevare le vibrazioni profonde causate dal movimento di acque sotterranee che si diffondononele aree sovrastanti [13, 15, 19, 20, 24, 26].

Sicché il sistema TRV è stato utilizzato in due modi: per confermare visivamente le vibrazioni subsoniche rilevate nelle precedenti occasioni dalle altre metodiche, nonché per valutare lo stato emotivo dei volontari in cima ad Alatri.

 

Risultati
A giugno 2015 si è svolta la nostra ultima indagine archeoacustica ad Alatri,
tutti i dati acustici precedentemente raccolti utilizzando microfoni e un registratore digitale sono stati confermati, mentre nuove scoperte sono state fatte tramite la Geobox.

I microfoni ultrasensibili erano collegati a due diversi registratori digitali TEAC-TASCAM. I risultati hanno dimostrato un volume elevato di vibrazioni infrasoniche presenti nell'intervallo di 8-9 Hz interessanti l'intera collina di Alatri sotto forma di suono non udibile (infrasuoni). Inoltre, si è rilevata una frequenza di circa 32 Hz, ossia nella banda del campo udibile, registrata inognuna delle nostre quattro visite. Il volume era compreso tra -38db e -42db (Fig. 9) e molto probabilmente questa ultima frequenza rappresenta un'armonica della vibrazione principale. Prima della registrazione abbiamo utilizzato un analizzatore di spettro (Spectran NF-3010 della fabbrica tedesca Aaronia AG) per cercare eventuali fenomeni elettromagnetici che avrebbero potuto influenzare i risultati (Fig. 8).

 


Fig. 8 – L’analizzatore di spettro Spectran NF-3010 dello stabilimento tedesco Aaronia AG.

 


Fig. 9 – Grafici delle vibrazioni sotterranee registrate in tempi diversi all'interno della Cattedrale di Alatri. Le fondamenta di questa chiesa sono dedicate a San Paolo e sono ricavate dalle mura dell'antico tempio pagano. In questi grafici i picchi di frequenza sono intorno a 8-11Hz e 30-32Hz.


È importante
però sapere alcune cose su queste misurazioni. È necessario fare una distinzione tra l'utilizzo di decibel per misurare il livello di pressione sonora (SPL) e il loro utilizzo come livello del segnale registrato. SPL è una misura della pressione sonora causata dalla vibrazione acustica e che si traduce in forza fisica contro il timpano dell’orecchio umano. Nell'ambiente acustico ciò si traduce nel cosiddetto volume del suono. Le misurazioni di questo tipo sono solitamente espresse in dB SPL (decibel di Livello di Pressione Sonora o Sound Pressure Level). Un concerto rock in genere ha un livello sonoro di 100 dB, mentre una normale conversazione possiede 60-70 dB di SPL. I bassi volumi nel campo acustico sono ad esempio un parlato sussurrato che hacirca 20-30 db SPL o il rumore ambientale di un'area residenziale che possiede 40-50 db. La soglia dell'udito umano è a 0 dB. Quando si ha a che fare con il livello del segnale rispetto a SPL, i decibel vengono usati in modo totalmente differente; in questo caso i 0 dB sono il livello del segnale di registrazione più alto ottenibile senza distorsioni. Tutti i livelli di segnale sotto la distorsione sono quindi rappresentati come dei numeri negativi. Un indicatore di volume può pertanto essere etichettato con uno "0" o un "U" (per l'unità) verso l'alto per contrassegnare il punto in cui non si sta né aumentando né attenuando il segnale che si sta registrando. Quindi un livello di registrazione di -38/-42db come ritrovato nell'acropoli di Alatri, deve essere considerato un volume molto alto, ossia come un forte rumore ambientale che può essere ascoltato molto facilmente, specialmente di notte in assenza di altri rumori d’ambiente generalmente presenti.

Per la sua sensibilità nelle ricerche geologiche (usando accelerometri invece dei microfoni), la Geobox ha quindi confermato tutti i picchi di frequenza rilevati usando le registrazioni audio (8Hz e 32Hz), ma a causa della sensibilità degli accelerometri ha rilevato anche una frequenza di 4Hz (suono non udibile). Ma la Geobox ha fatto anche un'altra importante scoperta: ossia una grande cavità posta proprio sotto l'Acropoli. Tale cavità funzionerebbe come una gigantesca cassa di risonanza che amplifica ogni vibrazione sotterranea (Fig. 10).

 


Fig. 10 - Le misurazioni della Geobox effettuate nell'ombelico dell'acropoli (sopra) e i picchi delle vibrazioni prodotte dalla cavità posta sotto il vertice della collina (sotto).



Con la
videocamera a risonanza variabile (TRV) sono stati confermati i picchi di infrasuoni a 4Hz e 8Hz misurati inizialmente da microfoni e dalla GeoBox. Queste vibrazioni sembrano influenzare l'intera acropoli e la cattedrale in particolare. Sembra anche che ci siano simultanee frequenze di picco inferiori a 4 Hz in grado di generare campi vibranti nell'aria (Fig. 11 e 13).

 


Fig. 11 - Vista di Alatri come presa dalla telecamera TRV. Le frecce indicano il campo di risonanza di 2 Hz sopra l'acropoli e in particolare sopra la Cattedrale.

 

Le vibrazioni sono state rese visibili nello spettro UV utilizzando la TRV Camera, che si trovava nella zona "dell'ombelico" dell'Acropoli,
dove è presente una roccia affiorante che è profondamente immersa nella collina rocciosa sulla quale è stato costruito il tempio pagano. Questa roccia funge da trasduttore per le vibrazioni sotterranee che si trasmettono perfettamente all'interno della cattedrale. È interessante notare che queste vibrazioni pulsanti non vengono trasmesse ai blocchi del tempio pagano originale che ora forma il basamento della chiesa. L'immagine qui sotto mostra i blocchi dell'antico tempio che appaiono neri come ripresi dalla videocamera TRV. Ciò indica una mancanza di trasmissione della vibrazione proveniente dal sottosuolo, ciò al contrario di ciò che accade alla roccia sottostante (ndr. che appare vibrare intensamente). Ciò è dovuto al fatto che i blocchi sono montati insieme senza cemento (ndr. ma solo ad incastro). Questo sistema di montaggio è in grado di smorzare le vibrazioni sotterranee e conferma il carattere sismico di questa struttura che è ancora in piedi dopo migliaia di anni e molti terremoti (Fig. 12).


Fig. 12 – Sopra: immagine dei blocchi originali del tempio pagano posizionati senza cemento a nord del tempio. Sotto: la stessa immagine catturata da TRV Camera. Questi blocchi appaiono di colore nero perché non trasmettono le vibrazioni provenienti dal sottosuolo.

 



Fig. 13 - Il grafico (0.1-12Hz) dei picchi di bassa frequenza (subsonici) rilevabili nella zona dell'ombelico dell'
acropoli dalla telecamera TRV.



Usando la
telecamera TRV sui volontari, queste vibrazioni subsoniche non sembrano creare alcun problema per loro. Piuttosto, come in altri luoghi sacri, si può presumere che la loro esistenza sia proprio la ragione per cui l'acropoli e il tempio furono costruiti proprio in quel luogo e non sulle colline vicine. Chiunque intraprenda la preghiera o la meditazione all'interno della chiesa ha la possibilità di percepire l'effetto di queste vibrazioni subsoniche, che in definitiva possono portare a stati di coscienza alterati o a esperienze mistiche (di solito sperimentate solo dopo molti anni di allenamento come nel caso dei monaci buddisti).

Per confermare questa affermazione, abbiamo proceduto a testare la profondità della meditazione che può essere raggiunta in un breve lasso di tempo con un piccolo numero di volontari (sei persone), seduti sull'ombelico dell'Acropoli, ossia l'affioramento roccioso posto al centro dell'acropoli e all'interno della chiesa. Parte di questa roccia sporge dalle pareti del basamento della chiesa, e parte si trova nel profondo della collina e per questo trasmette superbamente le vibrazioni infrasoniche provenienti dal sottosuolo.

La profondità di rilassamento raggiunta è stata esaminata utilizzando la telecamera TRV, con la quale sono state misurate le vibrazioni impercettibili del corpo e influenzate in particolare dall'organo vestibolare (orecchio interno) che regola l'equilibrio e la coscienza spaziale. Se il soggetto in questione viene sollecitato (ndr. dal punto di vista emozionale),le vibrazioni impercettibili del corpo umano aumentano e possono essere immediatamente rilevate dalla telecamera TRV. Tuttavia, se il soggetto è rilassato, le sue vibrazioni diminuiscono fino a diventare impercettibili per tale attrezzatura. Questo ultimo stato vibratorio del corpo umano può essere raggiunto in stato di veglia solo in uno stato di meditazione profonda o nello stato di intensa preghiera.
Ma dopo alcuni minuti di meditazione sull’ombelico dell’acropoli, il soggetto inizia a vibrare a una frequenza più lenta (meno di un Hz) che indica uno stato di rilassamento profondo (Fig. 14). A questo punto diventa difficile per la fotocamera TRV distinguere il soggetto esaminato dalla roccia. Questo è noto come "trascinamento", un fenomeno in cui due o più processi ritmici indipendenti si sincronizzano l'uno con l'altro [17].

 



Fig. 14 - Dopo alcuni minuti, la frequenza vibratoria del volontario è così bassa che diventa indistinguibile dalla roccia dove è seduto quando viene visualizzato attraverso la videocamera TRV.

 

Il suono sembra concentrato unicamente nell'ombelico dell'acropoli e sfuma nel nulla quando ci si allontana da esso. È probabile che le vibrazioni provengano dalle faglie geologiche (Fig. 15) che sono molto vicine ad Alatri, con le loro vibrazioni incanalate attraverso un meccanismo sconosciuto fino alla cima della collina.

 



Fig. 15 - La mappa geologica dell'area di Alatri mostra un significativo movimento delle faglie geologiche (in rosso) che possono spiegare le vibrazioni misurate all'acropoli (in marrone). Le frecce posizionate vicino alle faglie mostrano la direzione del movimento tettonico che probabilmente produce le vibrazioni registrate nella parte superiore dell'acropoli (mappa eseguita dal geologo Dr. Rocco Torre).

 

Conclusioni
Se
associata alla ricerca sugli effetti dell'acustica sul corpo umano, l'archeoacustica può essere giudicata come un importante metodo per analizzare i siti antichi da un altro punto di vista. In effetti l’archeoacustica procura la possibilità di recuperare "conoscenze antiche" che riguardano la sfera emotiva della coscienza umana, nonché di ampliare la nostra comprensione del mondo antico.
La nostra metodologia che utilizza tre diversi
tipi di approccio ha confermato i risultati preliminari già pubblicati nel 2015 [15]. Questa precedente pubblicazione era incentrata sui risultati della telecamera TRV, che mostrava che alcune frequenze presenti nell'acropoli erano capaci di trasportare i soggetti volontari in uno stato alterato di coscienza, ma nel senso positivo di rilassamento. Le scoperte oggettive misurate dai nostri dispositivi in questo articolo rappresentano qualcosa di diverso dalla percezione soggettiva delle persone utilizzate come volontari e variamente riportate come sensazioni soggettive anche dai protagonisti della nostra ricerca precedente, ma è un valore oggettivo. La continua esposizione alle vibrazioni all'interno dell'acropoli di Alatri ha un effetto significativo sulla psiche di coloro che sono venuti fin qui per la preghiera e la meditazione, facilitando l'accesso ad uno stato mistico. Gli antichi erano consapevoli delle condizioni necessarie per raggiungere tale stato, anche se non avevano la stessa attrezzatura che abbiamo oggi, forse semplicemente avvertendo che in quel posto erano più vicini a Dio. Dobbiamo anche considerare l'importante scoperta di una cavità sotto la cima della collina che funziona come una cassa di risonanza utile per amplificare la vibrazione naturale proveniente dal sottosuolo.
L'archeoacustica è un metodo interessante per analizzare i siti antichi
e per riscoprire una conoscenza dimenticata che colpisce la sfera emotiva della coscienza umana. In definitiva, i dispositivi utilizzati confermano che uno stato "mistico" può essere raggiunto anche dopo pochi minuti da coloro che sono esposti al fenomeno delle vibrazioni all'interno dell'acropoli.

 


Ringraziamenti
Il gruppo di ricerca SBRG è grato al Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università di Trieste per aver sostenuto questa ricerca ed in particolare al suo Direttore, il prof. Roberto Di Lenarda. Vorremmo ringraziare Don Antonio Castagnacci per la sua disponibilità a concederci l'opportunità di fare le registrazioni anche all'interno della Basilica - Cattedrale di San Paolo (Cattedrale di Alatri) e, per il suo aiuto, anche al suo collaboratore Sisto Macciocca.

Ringraziamo in particolare anche il ricercatore indipendente Ornello "Paolo" Tofani per la documentazione e lo straordinario supporto fornito per la nostra ricerca per oltre quattro anni. Senza di lui, nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Un sincero ringraziamento alla nostra assistente scientifica, Nina Earl, per il suo sostegno nella stesura di questo articolo.

 

Bibliografia

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  2. Boezi G.: “In Caput Angeli” (1st edition), Associazione Culturale “Le Mura”, 2013, Alatri.

  3. Capone G.: L’orientazione solstiziale dell’antica città di Alatri. Rivista di Archeologia. Suppl. n°9 (Archeologia e Astronomia), 1989: pp. 60-65.

  4. Capone G.: “La Progenie Hetea, annotazioni mitico-storiche su Alatri antica”, Tofani Litografo in Alatri, 1982, Alatri.

  5. M. Clayton, R. Sager, U. Will: “In time with the music: the concept of entrainment and its significance for ethnomusicology”, European Meetings in Ethnomusicology, 11, 2005: pp. 3–142.

  6. P. Debertolis, H.A. Savolainen: “The phenomenon of resonance in the Labyrinth of Ravne (Bosnia-Herzegovina). Resultsof testing” Proceedings of ARSA Conference (Advanced Research in Scientific Areas), Bratislava (Slovakia), December, 3 – 7, 2012: pp. 1133-36.

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  8. P. Debertolis, N. Bisconti: “Archaeoacoustics analysis and ceremonial customs in an ancient hypogeum”, Sociology Study, Vol.3 no.10, October 2013: pp. 803-814.

  9. P. Debertolis, S. Mizdrak, H. Savolainen: “The Research for an Archaeoacoustics Standard”, Proceedings of 2nd ARSA Conference (Advanced Research in Scientific Areas), Bratislava (Slovakia), December, 3 – 7, 2013: pp. 305-310.

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  13. P. Debertolis, D. Gullà, Richeldi F.: “Archaeoacoustic analysis of an ancient hypogeum using new TRV camera (Variable Resonance Camera) technology”, Proceedings of the “2nd International Virtual Conference on Advanced Scientific Results” (SCIECONF 2014), Žilina (Slovakia) June, 9 - 13, 2014: pp. 323-329.

  14. P. Debertolis, F. Coimbra, L. Eneix: “Archaeoacoustic Analysis of the Ħal Saflieni Hypogeum in Malta”, Journal of Anthropology and Archaeology, Vol. 3 (1), 2015: pp. 59-79.

  15. P. Debertolis, D. Gullà: “Archaeoacoustic analysis of the ancient town of Alatri in Italy”, British Journal of Interdisciplinary Science, September, Vol. 2, (3), 2015: pp. 1-29.

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  17. P. Debertolis, D. Nicolić, G. Marianović, H. Savolainen, N. Earl, N. Ristevski: “Archaeoacoustic analysis of Kanda Hill in Macedonia. Study of thepeculiar EM phenomena and audio frequency vibrations”, Proceedings of 4th ARSA Conference (Advanced Research in Scientific Areas), Zilina (Slovakia), November 9 – 13, 2015: pp. 169-177.

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  21. P. Debertolis, D. Gullà: “Preliminary Archaeoacoustic Analysis of a Temple in the Ancient Site of Sogmatar in South-East Turkey. Proceedings of Conference ‘Archaeoacoustics II: The Archaeology of Sound’, Istanbul (Turkey), Oct 30-31 Nov 1, 2016, pp. 137-148.

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  23. P. Debertolis, D. Gullà: “Healing aspects identified by archaeoacoustic techniques in Slovenia”, Proceedings of the ‘3rd International Virtual Conference on Advanced Scientific Results’ (SCIECONF 2016), Žilina (Slovakia), June 6-10, 2016, pp. 147-155.

  24. P. Debertolis, D. Gullà, F. Piovesana: “Archaeoacoustic research in the ancient castle of Gropparello in Italy”, Proceedings in the Congress “The 5th Virtual International Conference on Advanced Research in Scientific Areas” (ARSA-2016) Slovakia,  November 9 - 11, 2016: pp. 98-104.

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  27. P. Debertolis, D. Gullà, H. Savolainen: “Archaeoacoustic Analysis in Enclosure D at Göbekli Tepe in South Anatolia, Turkey”, Proceedings in Scientific Conference “5th HASSACC 2017 - Human And Social Sciences at the Common Conference", Slovakia, Žilina, September 25-29, 2017: pp. 107-114.

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