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Ricerche di archeoacustica in Portogallo da parte del SBRG

 Tag: archeoacustica, archeo-acustica, Almendres, Escoural, Portela de Modos, basse frequenze, incisioni rupestri, infrasuoni, SBRG, SB Research Group

Sul finire del settembre 2014 alcuni membri del SBRG si sono recati in Portogallo nella regione di Evora per uno studio archeoacustico di alcuni siti neolitici e paleolitici presenti in quella sede. Il nostro lavoro in quella regione è stato effettuato grazie all’invito dell’archeologo portoghese Fernando Coimbra con il quale il nostro gruppo ha già condiviso le ricerche di archeoacustica a Malta nell’ipogeo di Hal Saflieni all’inizio del 2014.

In effetti non è stato necessario muoversi di molto in questa area vista l’incredibile  concentrazione di dolmen e cerchi megalitici in questa regione. Quasi tutti in condizioni straordinarie e grazie all’accordo con le autorità locali si è indagato sia sui siti meno frequentati che quelli più noti.

Ma durante una settimana di lavoro a tempo pieno, comprese alcune rilevazioni svolte durante la notte, è stato possibile svolgere un’analisi approfondita solo in alcuni siti, che comunque hanno richiesto un notevole impegno, nonostante si sia proceduto al sopralluogo in veramente molteplici località archeologiche preistoriche o protostoriche. Gli altri luoghi di questa area saranno eventualmente esaminati in una successiva missione se l’analisi in laboratorio delle registrazioni daranno risultati notevoli.

È stato visitato solo un unico sito paleolitico, le grotte dell’Escoural, dove grazie alla disponibilità del responsabile d’area abbiamo potuto svolgere delle analisi accurate immersi tra le numerose pitture rupestri, presenti sulle pareti di queste grotte da tempo immemorabile. Questa collaborazione guidata dedicata al nostro gruppo ci ha permesso di immedesimarci con il luogo, che, bisogna riconoscerlo, era decisamente molto suggestivo.

 

Fig. 1 - Le grotte dell’Escoural nel percorso aperto al pubblico

 

Questa grotta è stata abitata sin dal Paleolitico Medio, ossia tra il 100.000 e il 50.000 a.C. ed usata come rifugio da uomini di Neanderthal. Ma è stata anche dipinta da uomini più evoluti nel Paleolitico Medio, ossia tra i 30.000 e il 10.000 a.C. con figure geometriche o che rappresentavano animali.

Di seguito alcune immagini di un’antilope ripresa con la macchina fotografica forense a confronto con le immagini ottenute con una normale macchina digitale, ma dotata di programma residente per aumentare il contrasto del soggetto fotografato.

 

Fig. 2 - Grotte dell'Escoural: una splendida antilope disegnata da un artista vissuto nel Paleolitico Medio vicino all'ingresso della sala principale. Sopra: immagine colta con una macchina fotografica forense sensibile all'infrarosso. Sotto: la stessa figura, ma ripresa con una macchina fotografica digitale con programma residente di aumento del contrasto  

 

Nella grotta sono presenti anche le incisioni prodotte da quelle antiche comunità migliaia di anni fa. È affascinante pensare che mentre loro sono polvere da tempo, i segni della loro esistenza passata sono ancora presenti.

 


Fig. 3 - Incisioni rupestri geometriche presenti su una parete delle grotte dell?escural nelle porzioni più profonde della sala principale. La foto è stata ripresa all'infrarosso

 

Le rilevazioni acustiche in questo luogo hanno però evidenziato l’assenza di fenomeni di risonanza e utilizzando il compressore sonoro per gli ultrasuoni, Pettersson D1000X, si è potuto cogliere solo il chiacchiericcio di qualche pipistrello infastidito dalla nostra presenza, ma con il registratore digitale si sono evidenziati nella banda del non udibile degli infrasuoni molto potenti.

 


Fig. 4 - Le nostre rilevazioni svolte all'interno delle grotte dell'Escoural

 

In particolare vi è una frequenza infrasonica intorno ai 12Hz da attribuirsi al movimento delle acque sotterranee che sembrano dominare molti di questi luoghi preistorici in questa area del Portogallo.

 

Fig. 5 - Il picco di infrasuoni naturali presenti nel silenzio della grotta

 

In effetti grazie alla colonna d’aria  presente all’interno della caverna che agisce come una cassa armonica si può supporre che questa potente frequenza abbia avuto anche un certo effetto sulla gente che vi ha vissuto in passato all’interno. Personalmente dopo alcune ore vissute in questa cavità si può dire che anche alcuni di noi ne hanno, per così dire, subito l’influsso.

La nostra ricerca è stata estesa anche al più noto cromlech di Almendres dove abbiamo verificato la presenza di un effetto di risonanza notevole se ci si pone al centro del cerchio megalitico più ampio tra il megalite 64 and 65 con uno strumento a percussione. Di seguito la mappa del cerchio megalitico.

 

Fig. 6 - Mappa del cromlech di Almendres. Superiormente è visibile il cerchio maggiore, inferiormente il minore che però sembrerebbe essere anche il più antico (si ringrazia l'archeologo portoghese Pedro Alvim per aver fornito la mappa)

 

In questo luogo abbiamo effettuato numerose rilevazioni sonore e fotografiche a diverse ore del giorno e della notte. La suggestione di tale sito archeologico è straordinaria in particolare al luce del tramonto.

 

Fig. 7 - Il cromlech di Almendres al tramonto (foto: Nina Earl)

 

Abbiamo eseguito, come in altri siti megalitici in Europa, la ricerca di onde sonore infrasoniche provenienti dal sottosuolo di origine tettonica o causate dal movimento di acque sotterranee. Ad Almendres, in particolare nel cerchio megalitico minore, abbiamo ritrovato degli infrasuoni che si aggiravano intorno alla frequenza di 7-8Hz, similmente a quanto ritrovato nella acropoli di Alatri (Frosinonone). Come verificato in quella sede questo tipo di frequenze hanno un forte effetto di rilassamento sul fisico umano e la capacità di guarire dallo stress. Si può pertanto ipotizzare che il cerchio megalitico minore di Almendres possa aver avuto anche una funzione taumaturgica.

 


Fig. 8 - Sopra: il picco di frequenze intorno ai 7-8Hz da noi verificato all'interno del cerchio megalitico minore ad Almendres. Sotto: la posizione dei microfoni posti al centro del cerchio megalitico al momento della registrazione

 

 Fig. 9 - Immagine panoramica del cerchio megalitico maggiore di Almendres (clicca sull'immagine per ingrandire)

 

Un dato di fatto interessante è che i megaliti in granito sprigionano ultrasuoni quando sono colpiti dal sole, come rivelato dall’apparecchiatura Pettersson . Si tratta di un fenomeno già scoperto dal studioso britannico Don Robbins del gruppo di ricerca Dragon Project negli anni ’70 nelle Rollright Stones dello Oxfordshire, cerchio megalitico che si trova nel Sud dell’Inghilterra (Ref. “Circle of Silence”, London, 1985). Ma grazie alla nostra attrezzatura d’alto livello e più duttile rispetto a quella usata più di 30 anni fa, abbiamo scoperto che non è il sole che fa produrre gli ultrasuoni, ma il calore del sole quando colpisce il granito dei megaliti. Ed è anche abbastanza ovvio perché è l’energia solare che surriscaldando la pietra cambia il movimento dei suoi elettroni che passano da una ad un’altra orbita.

 


 

Fig. 10 - Alcune suggestive immagini dei megaliti di Almendres colte dopo il tramonto

 

La cosa è particolarmente evidente in quanto l’emissione di ultrasuoni continua anche quando il sole è tramontato e la pietra è ancora calda. Nel caso di Almendres abbiamo verificato che il suono appare ugualmente potente per più di un’ora dopo il tramonto. Nello stesso modo se il sole è coperto o sorto da poco tempo la pietra deve prima eliminare il freddo e magari l’umidità accumulata durante la notte.

Abbiamo deciso di denominare questo suggestivo fenomeno con l’appellativo di “canto” dei megaliti, perché nelle condizioni ideali sviluppano veramente una frequenza molto vicina a quella udibile. Ed è anche possibile che tempi antichi la popolazione che viveva senza la presenza di rumori della civiltà odierna, senza un udito  deteriorato dall’alto volume sonoro delle varie macchine utensili o di trasporto, senza il rumore della musica ad alto volume e più in connessione con la natura, potevano forse sentire. In particolar modo se si trattava di persone di giovane età e con un organo uditivo in condizioni perfette.

 


Fig. 11 - La ricerca di fonti di ultrasuoni nel cromlech di Almendres mediante l'apparecchiatura Pettersson D1000X

 

La nostra ipotesi può apparire fondata in particolare ad Almeadres dove i megaliti in granito sono stati sagomati con un lato piatto orientato verso il centro del cerchio megalitico, quasi come un antico altoparlante, e il lato ricurvo verso l’esterno. Tale composizione strutturale appare avere una doppia utilità, riflettere il suono di una sorgente posta al centro del cromlech e permettere a chi si poneva al centro del cerchio megalitico di percepire il “canto” delle pietre colpite dal sole. E l’effetto doveva essere davvero suggestivo quando i megaliti erano correttamente posizionati. Non come ora che sono in gran parte spostati od orientati diversamente dalla posizione originale. Ma bisogna anche pensare che sono passati ormai 8.000 anni dalla loro collocazione.

 

Fig. 12 - Il gruppo di ricerca che ha svolto le ricerche si archeoacustica ad Almendres. Da sinistra a destra: Nina Earl, assistente scientifica, Paolo Debertolis, antropologo fisico, Fernando Coimbra, archeologo

 

Lo stesso fenomeno è stato rilevato anche nel sito megalitico di Portela de Mogos, cromlech molto poco conosciuto, ma molto ben conservato che ci ha donato un sacco di dati a conforto della nostra tesi.

 

Fig. 13 - Un'immagine panoramica del sito megalitico di Portela de Mogos (clicca sull'immagine per ingrandire)

 

Questo cerchio megalitico si trova tuttora immerso in un bosco di querce ed è stato scoperto nel 1966, ma è stato scavato e recuperato nella sua integrità appena nel 1995. La sua disposizione è a forma di stella e vari megaliti presentano una faccia piatta, scavata dai suoi costruttori. Su alcuni di essi vi sono anche delle incisioni con motivi lunari e solari.

 

Fig. 14 - Lo stato di ottima conservazione del cerchio megalitico di Portela de Modos

 

 

 Fig. 15 - La ricerca di ultrasuoni ed altre sonorità presso i megaliti di Portela de Modos

 

Abbiamo svolto delle rilevazioni archeoacustiche anche  presso il menhir di Almendres posto ad una certa distanza dal cerchio megalitico omonimo, ma correttamente orientato negli equinozi con il corrispondente cromlech.

 


Fig. 16 - Il menhir di Almendres (clicca sull'immagine per ingrandire)

 

 Fig. 17 - Il menhir di Almendres durante le misurazioni

 

Non sono mancate le rilevazioni anche presso alcuni dolmen delle quali dobbiamo ancora valutare la portata dal punto di vista dei fenomeni acustici naturali locali. Purtroppo alcuni dolmen sono stati trasformati in chiesette cattoliche nel XVI° secolo snaturandone la funzione e modificandone la pianta originale.

 

 

Fig. 18 - Un antico dolmen trasformato in cappella ai tempi dell'Inquisizione (Chapel Anta do San Brissos)

 

In particolare ci siamo concentrati sul famoso dolmen di Anta Grande do Zambujeiro, uno dei più grandi dolmen al mondo con pietre che ne costituiscono l’architettura del peso di svariate tonnellate. Questo manufatto è datato all’inizio del 4° millennio a.C. ed è purtroppo scoperchiato con la pietra di copertura gettata ad una certa distanza dal monumento (vedi mappa qui sotto). Anche se è presente una copertura artificiale costruita dagli archeologi non vi è ormai più la possibilità di verificare la presenza di fenomeni di risonanza al suo interno. 

 

 

Fig. 19 – Mappa del dolmen Anta Grande do Zambujeiro. Legenda: A camera funeraria, B monolito di copertura del dolmen rimosso, C menhir abbattuto (Servizio Beni Culturali portoghese)

 

 Fig. 20 - Il megalite che fungeva da coperchio (lettera B della mappa) del dolmen Anta Grande do Zambujeiro gettato più in là ed ormai spezzato

 

 

Fig. 21 - Il corridoio d'accesso al dolmen e la copertura messa dagli archeologi portoghesi a protezione della struttura

 

Fig. 22 - La camera principale del dolmen vista dall'alto (lettera A della mappa)

 

Questo dolmen presenta un corridoio di accesso alla camera centrale non più utilizzabile dal pubblico. Per questi motivi i microfoni sono stati da noi calati dall’alto.

 


Fig. 23 - Non è stato possibile accedere alla camera principale del dolmen con i microfoni se non attraverso l'apertura superiore calando i cavi dall'alto

 

Inoltre abbiamo eseguito dei test con la macchina fotografica all’infrarosso e ultravioletto con diversi tipi di lampada a diversa angolatura sulle incisioni scolpite su alcuni megaliti di Almendres (rock art). I risultati sono stati entusiasmanti e saranno presentati il prossimo anno al Congresso si Caceres (Spagna) a fine agosto.  

 

 Fig. 24 - Il menhir n.65 del cerchio megalitico di Almendres come appare durante il giorno e come è possibile evidenziare le sue incisioni durante la notte con una particolare incidenza della luce e l'uso della fotocamera forense. Per ultimo il disegno completo delle incisioni presenti sulla sua supeficie (Servizio Beni Culturali portoghese)

 

Vista l’ampia collaborazione con le autorità locale e le interessanti scoperte nel campo dell’archeoacustica è prevista un’altra missione il prossimo anno con data ancora da stabilire.

Paolo Debertolis – 30 ottobre 2014

 

Un ringraziamento speciale dal SB Research Group va al Direttore del Servizio dei Beni Culturali dell’area di Evora, Antonio Carlos Silva, che con gentilezza e disponibilità ha sostenuto la nostra ricerca in loco.

 


 

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