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La ricerca di uno standard in archeoacustica da parte del SBRG

TAG: archeoacustica, archeo-acustica, archeologia, onde elettromagnetiche, ultrasuoni, infrasuoni, voce piramide, SBRG, SB Research Group

A metà di settembre 2013 i membri del gruppo di ricerca SBRG che si interessano di archeoacustica si sono ritrovati a Zagabria (Croazia) presso i laboratori della Demiurg D.O.O. per stilare un protocollo sull’archeoacustica (non tutti nel team si occupano di questa materia) e mettere a punto uno standard che sia valido per qualunque sito archeologico.

E’ importante definire uno standard a livello internazionale in modo che anche altri ricercatori possano applicare la stessa metodica rendendo ripetibile qualsiasi rilevazione da noi effettuata. 

Gran parte delle critiche costruttive ricevute in precedenza hanno messo in forse alcuni risultati ottenuti ponendo la possibilità che nei microfoni ultrasensibili potessero essere entrate delle onde radio che avessero contaminato ed inficiato le registrazioni. Questo è possibile perché i microfoni a condensatore sono sensibili alle onde radio, ma solo se molto potenti e poste nelle vicinanze.

Non ci si riferisce ai telefonini che devono rimanere rigorosamente spenti (con anche la batteria estratta, perché anche quando spenti danno regolarmente la posizione dell’utente con impulsi saltuari), ma soprattutto le onde radio provenienti da campi elettromagnetici terresti inconsueti che si originano dalla diffusione anomala del campo magnetico terrestre o originatesi dai movimenti tettonici della crosta terrestre.

Per evitare questo, uno dei fisici del nostro gruppo, il ricercatore Slobodan Mizdrak, ha costruito dei sensori elettromagnetici che possono essere utilizzati contemporaneamente ai microfoni sulle altre tracce dei registratori digitali che utilizziamo normalmente (che dispongono da sei ad otto canali o meglio da tre o quatto tracce stereo).

 

Fig. 1 - Ecco l’interfaccia digitale a otto tracce (MOTU 896mk3 digital interface fw 800) che utilizziamo per connettere i vari microfoni al computer

 

Abbiamo utilizzato durante questo test i microfoni in aria (Sennheiser) e quelli che è possibile introdurre in acqua (Hydrophones), i microfoni per gli ultrasuoni collegati ad un compander  (Pettersson D 1000X) che trasforma direttamente in suoni udibili gli ultrasuoni assieme a due sensori con diversa sensibilità per le onde elettromagnetiche. 

Finora avevamo utilizzato solo un analizzatore di spettro (mod. Spectran NF-3010 della tedesca AAronia AG) che ci segnalasse una fonte radio nelle vicinanze che potesse turbare le nostre registrazioni. Ora i campi magnetici nelle vicinanze, se presenti, possono essere registrati contemporaneamente alle vibrazioni sonore dando maggiore affidabilità ai nostri risultati.

Se è presente qualche onda radio nelle zone limitrofe che possa entrare nei microfoni il grafico sul computer che analizzerà le registrazioni lo segnalerà immediatamente.

 

Fig. 2 - Da questa immagine è possibile osservare sul monitor del computer le sei tracce (tre tracce stereo) ottenute con il registratore digitale. Nelle due poste in mezzo, che sono ricavate dai sensori elettromagnetici a diversa sensibilità, vediamo alcuni disturbi raccolti da uno dei sensori, mentre sulle altre tracce sono presenti i suoni registrati dai microfoni (operazione di verifica eseguita in laboratorio)

 

È stato eseguito anche un test sul territorio in zona Piljenice, Sisačko-Moslavačka (Croazia), posta a circa 100 chilometri da Zagabria, per ricavare le linee guida di base in archeoacustica. Questa zona totalmente immersa nella pianura è completamente priva di fenomeni elettromagnetici anomali è ed servita per ottenere un tracciato di base in assenza di anomalie acustiche o elettromagnetiche.

 

Fig. 3 – Per le rilevazioni di base in acqua, ossia dove poter immergere gli Hydrophones Aquaria, abbiamo utilizzato un laghetto posto sempre nella zona di Piljenice (foto I.Tomek)

 

 

Fig. 4 – Alcune immagini raccolte durante le registrazioni per verificare lo standard. Accanto al registratore digitale è presente il compander  Pettersson D 1000X

 

 

Fig. 5 – I nuovi sensori a diversa sensibilità (300Ω) costruiti nei laboratori della Demiurg (Zagabria) che trasformano gli impulsi elettromagnetici presenti nell’ambiente in impulsi elettrici utilizzabili dal registratore digitale

 

Una volta stabilito lo standard di base è pertanto possibile verificare se in un particolare sito archeologico è presente qualche fenomeno elettromagnetico o acustico, provocato o meno, che con sicurezza possa influenzare la psiche della persona che soggiorni in quel luogo. Ugualmente è possibile ora identificare immediatamente un fenomeno spurio, frutto dell’attività umana attuale, presente nello stesso luogo che possa inficiare le registrazioni eseguite nello stesso sito archeologico.

A questo scopo, e per paragone, sono state anche raccolte delle registrazioni in un ambiente industriale di Zagabria dove vi era un forte inquinamento elettromagnetico.

I nostri microfoni sono stati sottoposti in laboratorio anche a numerosi test di sensibilità a fenomeni elettromagnetici, mediante un generatore di onde radio, che hanno dimostrato la veramente scarsa sensibilità sia degli strumenti che dei cavi schermati utilizzati all'influenza di questi fenomeni. Questi test mettono definitivamente la parola fine ad ogni critica sollevata tempo addietro circa l’imprecisione del metodo e confermano ampiamente tutti i risultati pubblicati in precedenza dal nostro gruppo di ricerca.

La nuova procedura verrà utilizzata in tutte le prossime missioni di archeoacustica del SBRG e creerà uno standard ripetibile di riferimento per chiunque faccia ricerca in questo ambito.

Paolo Debertolis – 30 settembre 2013

 


 

Attrezzatura di base necessaria in archeoacustica

 

2 PC computers and one mac pro

MOTU 896mk3 digital interface fw 800

ProTools 9.0.6 editing software

BatSound 4.0 audio analyzing software

Audacity audio editing software

Praat phonetics analyze software

 

2 Sennheiser mkh 3020 condenser microphones (10-70.000Hz)

2 Aquarian N2a hydrophones (10-100.000Hz)

4 Electromagnetic ”Demiurg”- 300Ω sensors

1 Tascam (Teac group) DR-680, 6-track digital portable recorder at 192 kHz sampling rate, 24-bit

1 Pettersson D1000x ultrasound detector

2 Genelec active studio speakers

 

Audio and electromagnetic recording range 10Hz-96kHz. With Pettersson device 500Hz-305kHz audio recording range

 

Simultaneous recording analyze 8-tracks of 192kHz audio.

Feed 1: microphone

Feed 2: hydrophone

Feed 3: Electromagnetic sensor 1

Feed 4: Electromagnetic sensor 2

Feed 5: Pettersson frequency division algorithm

Feed 6: Pettersson heterodyne algorithm

Feed 7: Electromagnetic sensor 3

Feed 8: Electromagnetic sensor 4

 


 

 

 

 

 

Un nuovo sponsor per il gruppo SBRG dalla Finlandia


TAG: archeo-acustica, archeoacustica, onde elettromagnetiche, ultrasuoni, infrasuoni, voce piramide, SBRG, SB Research Group

Una buona notizia per le nostre ricerche in archeocustica è il sostegno come sponsor al nostro gruppo di ricerca del produttore finlandese di accessori professionali per l’acustica Genelec Oy di Iisalmi (Finlandia)

 

 

Fig. 1 - Le casse acustiche attive Genelec 8030A nel nostro laboratorio

 

Le loro casse acustiche attive totalmente in metallo (Genelec mod. 8030A) appena consegnate avranno come scopo l’ascolto e la monitorizzazione dei nostri file audio in studio.

 


Fig. 2 - Il tecnico del suono Heikki Savolainen al lavoro nei laboratori della Demiurg a Zagabria

 

Abbiamo già iniziato uno studio intensivo sul suono nei nostri laboratori della Demiurg a Zagabria e ringraziamo il nostro nuovo sponsor per il suo sostegno alla ricerca.

SBRG - 22 settembre 2013

 

 


 

Iniziata l’analisi del sito archeologico di Alatri dal punto di vista dell’archeo-acustica

Tag: archeoacustica, archeo-acustica, Alatri, mura poligonali, basse frequenze, infrasuoni

Su invito del ricercatore indipendente, Ornello Tofani, il gruppo di ricerca SBRG, tramite il prof. agg. Paolo Debertolis ha iniziato uno studio sull’archeo-acustica dell’acropoli di Alatri.

Sono state utilizzate per ora solo le sensibili attrezzature microfoniche in grado di cogliere eventuali vibrazioni sonore sia nel campo degli ultrasuoni che degli infrasuoni e delle basse frequenze.

I test sono stati eseguiti nell’arco di due giorni a metà di agosto 2013 in diversi punti dell’acropoli alle prime ore del mattino, per ridurre al minimo il disturbo sonoro creato dall’attività umana.

Tale struttura megalitica posta in provincia di Frosinone, i cui blocchi pentagonali delle mura presentano incastri perfetti senza l'uso di malta o altro legante, ricorda nella sua struttura le mura già viste nella straordinaria città peruviana di Cuzco, ha però dimostrato di possedere anche inconsuete capacità archeoacustiche.

 


 

 Fig. 1 - Le straordinarie mura a blocchi poligonali di Alatri (Frosinone)

 

Fig. 2 - La pietra dei dodici angoli in calle Hatun Rumiyuq a Cuzco (da Wikipedia)

 

 Fig. 3 - Una delle immense pietre dell'antico tempio posto al centro dell'acropoli e che ora fa parte del basamento della cattedrale dedicata a San Paolo e successivamente a  San Sisto I°. Non sembra essere molto di meno della sua equivalente a Cuzco perché presenta dieci angoli

 

 

Fig. 4 - La Porta Maggiore ad Alatri nella visione dall'esterno (sopra) e dall'interno (sotto). Si stima che l'architrave che sovrasta la porta abbia un peso di 27 tonnellate

 

È presente infatti una sonorità di fondo alle basse frequenze ed a volume ridotto in vari punti dell’acropoli. Questo tipo di vibrazioni meccaniche, provenienti dal sottosuolo, è possibile che siano originate da movimenti tettonici dei piani profondi sottostanti e potrebbero avere un cospicuo effetto diretto di rilassamento sull'organismo in base alle frequenze riscontrate in grado di interferire in senso positivo con l’attività cerebrale stessa.

Questa ultima affermazione va assunta con prudenza e va considerata ovviamente solo come risultato preliminare. Saranno pertanto necessarie ulteriori indagini, che verranno svolte a dicembre 2013 ed anche in passi successivi, per valutare se il ritmo stagionale e l’attività magnetica del sole siano in grado di modificare l’andamento di queste caratteristiche sonore presenti nell'acropoli.

 


Fig. 5 - Il grafico di analisi di uno dei file registrati ad Alatri. E' presente una cospicua componente di frequenze basse con un ampio picco intorno ai 34Hz. Saranno necessarie ulteriori analisi per verificare il comportamento nel tempo di questa emissione

 

 Fig. 6 - Un'immagine delle procedure di ascolto e registrazione effettuate nell'acropoli

 

Ricordo che tali frequenze sono state già trovate dal SBRG anche sulla collina di Visoćica (o Piramide del Sole) in Bosnia-Erzegovina, che possiede un notevole effetto su chi si reca in cima ad essa. Ma sorge a questo punto anche il dubbio che, come per la più nota Macchu Pichu nella valle dell'Urubamba in Perù, la costruzione originaria dell’acropoli abbia avuto una ragione principalmente di tipo rituale e solo successivamente sia stata adattata a scopi difensivi.

Paolo Debertolis – 26 agosto 2013

 


Ecco la "Voce di Alatri". La registrazione è stata effettuata alle 6 del mattino per ridurre al massimo i rumori dell'attività umana. Per ascoltarla bisogna usare una cuffia stereo ad alta fedeltà con ampia componente di bassi. Altrimenti è possibile non percepire nulla. Il suono è simile ad un bruciatore che continua a funzionare sotto la città, si sentono anche dei rumori naturali spuri dovuti all’ambiente. Il file è in formato mp3, per ascoltarlo cliccare qui.

 

 


 

Concluso l’esperimento sul Monte Rtanj in Serbia

TAG: piramidi, Rtanj, piramide Rtanj, onde elettromagnetiche, ultrasuoni, infrasuoni, voce piramide, SBRG, SB Research Group, Spirit Rtanj, Centro Studi Cosmologici Nikola Tesla, Demiurg, Zepter International Creative Group

Dopo più di una settimana di lavoro il team internazionale di scienziati ha concluso lo studio del fascio  energetico che fuoriesce dalla cima del monte e sulle frequenze reperibili nei siti limitrofi.

La risalita della vetta di Siljak (1565m.), punto più alto del gruppo montagnoso, è stata durissima per la necessità dell’uso di una grande quantità di strumenti per portare a termine l’esperimento. Sono stati utilizzati a questo scopo anche dei cavalli che hanno trasportato sulle loro selle il generatore autonomo per alimentare gli strumenti e il carburante per farlo funzionare.

 

 


 

Fig. 1 - La difficile risalita della cima di Siljak sul Monte Rtanj

 

 Fig. 2 - L'aiuto di quattro cavalli è stato assolutamente necessario per il trasposto delle attrezzature più pesanti (foto Zepter International Creative Group and Media Agent)

 

L’esperimento principale condotto dal ricercatore Slobodan Mizdrak, fisico croato che a suo tempo ha conseguito un’attenta preparazione in questo ambito in ambiente militare, ha bombardato il cuore del monte Rtanj con frequenze simili a quelle emesse naturalmente dalla montagna (onde radio VLF).

 


Fig. 2 - Il ricercatore Slobodan Mizdrak (foto Zepter International Creative Group and Media Agent)

 

La risposta non si è fatta attendere e la piramide ha prodotto come risposta un aumento dell’energia statica sulla sua cima agendo come un amplificatore del segnale e mettendo fortemente in crisi la strumentazione lasciata in cima alla vetta per vari giorni.

 

Fig. 3 - I ruderi della cappella posta in cima al monte

 

 Fig. 4 - Slobodan Mizdrak al lavoro nel mettere a punto l'attrezzatura posta accanto ai ruderi della cappella (foto Tatjana Sučec)

 

Oltre agli strumenti di registrazione l’esperimento è stato seguito in tempo reale al campo base dai ricercatori collegati via radio con la strumentazione posta sulla vetta del monte.

 


 

Fig. 5 - I migliori risultati per la raccolta di infrasuoni sulla cima di Siljak sono stati raccolti non sulla vetta dove era presente troppo vento, ma nei tunnel presenti poco sotto la cappella

 

 

Fig. 6 - Le straordinarie immagini aeree dei ricercatori al lavoro raccolte dal team Zepter International Creative Group and Media Agent (Olivera Miladinović e Sandra Vojvodić) per conto del National Geographic

 

Fig. 7 - Sulla destra il principale organizzatore dell'esperimento e del meeting scientifico, Saša Nađfeji (foto Zepter International Creative Group and Media Agent)

 

La dimensione dei dati raccolti è enorme ed occorreranno diversi mesi per l’analisi presso i tre istituti di ricerca che collaborano con questo esperimento (Istituto di Statistica di Zagabria, Istituto di Statistica di Belgrado e Istituto di Matematica Avanzata di Vienna).

 


Fig. 8 - Il campo base pieno di computer che tenevano costantemente sotto controllo ciò che stava accadendo sulla cima del monte Rtanj e che monitoravano il funzionamento dell'attrezzatura

 

Ugualmente interessanti i risultati conseguiti in altre sedi sacre limitrofe come nel tempio dedicato a Cybele all’interno del palazzo dell’imperatore romano Gaio Galerio, in prossimità della antica chiesetta di Vidovanska e nel sito di Svetilište, probabilmente risalente all’epoca neolitica.

 


Fig. 9 - La chiesetta posta accanto ai ruderi della più antica cappella nella località Vidovdanska, un luogo considerato sacro da sempre e pieno di leggende

 

 Fig. 10 - Nel palazzo di Gaio Galerio (Felix Romuliana) c'è il tempio dedicato a Cybele dove sono stati fatti i principali rilevamenti acustici

 

Anche per questi ultimi saranno necessari alcuni mesi per l’analisi di tutti i files sonori raccolti.

 


Fig. 11 - Tre dei quattro membri del SBRG che hanno partecipato all'esperimento in Serbia. Da sinistra: Slobodan Mizdrak, Paolo Debertolis, Heikki Savolainen (il quarto membro, Nina Earl, ha eseguito le fotografie)

 

Paolo Debertolis – 13 agosto 2013

 

 


 

Cominciato l’approccio all’esperimento sul Monte Rtanj da parte di un team internazionale di ricercatori

TAG: piramidi, Rtanj, piramide Rtanj, onde elettromagnetiche, ultrasuoni, infrasuoni, voce piramide, SBRG, SB Research Group, Spirit Rtanj, Centro Studi Cosmologici Nikola Tesla, Demiurg

L’ evento, organizzato dall’associazione "The Spirit of Rtanj", vedrà il principale esperimento, condotto dal ricercatore Slobodan Mizdrak, iniziare effettivamente il 5 agosto e proseguire per alcuni giorni. Tutti gli strumenti necessari verranno posizionati sulla cima del monte dopo circa quattro ore di cammino con l’attrezzatura in spalla per raggiungere la vetta. Successivamente la strumentazione verrà lasciata in sede e collegata con il campo base tramite ponte radio per il controllo a distanza dell'esperimento, mentre il campo base verrà collocato in un albergo a fondo valle.

 


Fig. 1 - Il Monte Rtanj visto dal fondo valle

 

Il nostro gruppo di lavoro (SBRG) avrà inoltre il compito di verificare l’eventuale presenza di vibrazioni acustiche anomale nel comprensorio di questa montagna “sacra” per gli autoctoni. Questo sito, molto antico, vede la presenza di resti di antiche terme romane, ma anche l'esistenza di megaliti di epoca preistorica e sono numerose le leggende e i miti che arricchiscono la storia di questa montagna.

 


Fig. 2 - Abbiamo iniziato le misurazioni acustiche

 

Lo scopo della nostra ricerca associata a questo evento è la ricerca di ultrasuoni, infrasuoni e basse frequenze che possano influenzare o alterare la percezione dell’organismo umano. Per la ricerca  degli ultrasuoni il nostro gruppo di ricerca è da questa volta dotato di un compander ed analizzatore di frequenze ultrasoniche integrato molto sofisticato (Pettersson Ultrasounds Detector D 1000X) e utilizzato dal nostro tecnico del suono H.Savolainen.

 


Fig. 3 - L'analizzatore di ultrasuoni della Petterssonn

 

Abbiamo iniziato pertanto l’analisi dai luoghi “sacri” per la mitologia locale riscontrando la presenza di una frequenza ultrasonica intorno a 28.300Hz in un sito preistorico presente sulla facciata est del plateau posto accanto al monte a forma di piramide a base triangolare. Anche le registrazioni svolte con apparecchio digitale e microfoni ad alta sensibilità ha confermato questo dato oltre a rilevare delle basse frequenze nello stesso luogo comprese in un range tra i 20 e i 110Hz.

Sull'apice dello sito (Siljak), in misurazioni svolte negli anni precedenti, era già stata riscontrata la presenza di fenomeni elettromagnetici (onde radio VLF) alla frequenza di 28,3KHz.

 

 

 Fig. 4 - Il tecnico del suono Heikki Savolainen al lavoro insieme agli altri ricercatori nel sito sacro serbo

 

Fig. 5 - Lo stesso sito come visto dalla PIP camera (fotografia di Kirlian) tre anni fa per gentile concessione del prof. Ljubo Ristovski, fisico nucleare, che ha svolto in precedenza questa analisi. Appare evidente dai colori presenti nel cielo sulla destra la presenza di energia proveniente dal terreno sottostante (onde elettromagnetiche)

 

Ogni sera dopo cena e una giornata di intenso lavoro, i ricercatori eseguono delle presentazioni che illustrano l'ampio pubblico presente al meeting lo stato della loro ricerca. Il lavoro di analisi del territorio proseguirà per tutta la prossima settimana  fino a domenica 11 agosto.

Paolo Debertolis per il gruppo SBRG - 3 agosto 2013

 

 

 


 

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